McAfee, suicida in cella il papà dell'antivirus: sui social la strana foto dopo la sua morte

Giovedì 24 Giugno 2021 di Elena Marisol Brandolini
McAfee, suicida in cella il papà dell'antivirus: sui social la strana foto dopo la sua morte

John David Mcafee, inventore dell'antivirus cui ha dato il suo nome, è stato trovato morto ieri sera in una cella della prigione di Brians 2, in Sant Esteve de Sesrovires, in provincia di Barcellona. I Mossos d'Esquadra stanno conducendo le indagini per chiarire l'accaduto, ma sembrerebbe certo che si tratti di un suicidio. A nulla sono servite le manovre sanitarie per rianimarlo, i medici hanno solo potuto dichiararne il decesso. Mcafee era nato 75 anni fa in Inghilterra, a Cinderford, in una base dell'esercito americano; cresciuto in America, aveva dichiarato sempre di sentirsi più inglese che americano.

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Sui social il mistero della Q 

L'account Instagram di John McAfee, il padre dell'antivirus, posta pochi minuti dopo l'annuncio della sua morte una foto con la lettera Q, in quello che sembra diretto riferimento alla teoria cospirazionista di Qanon. Lo riportano i media americani, ricordando come nel 2019 condivise sui social una sua foto ritoccata che richiamava a Jeffrey Epstein con la scritta: «Non ho mia detto che Jeffrey Epstein è stato ucciso. Ho detto che non ha commesso il suicidio. Potrebbe essere vivo. Potrebbe non essere mai esistito. So solo che non si è suicidato».

 

 

 


IL CREATORE
Il creatore del famoso antivirus era in attesa di essere estradato negli Stati Uniti, dov'era ricercato per diversi reati di truffa ed evasione di imposte. Era entrato in prigione il 4 ottobre 2020 per ordine del giudice dell'Audiencia Nacional José de Mata, dopo esssere stato fermato all'aeroporto del Prat di Barcellona dietro una notificazione dell'Interpol che lo includeva nella sua lista di persone più ricercate, mentre stava per passare i controlli internazionali di polizia per recarsi a Istambul.
Il dipartimento di giustizia ameriacano lo investigava per evasione di imposte e omissione di dichiarazione di imposte: Mcafee, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto ingressi milionari con attività come il commercio di criptomonete e lavori di consulenza. L'Audiencia Nacional aveva accolto la petizione di estradizione del magnate della giustizia statunitense per le accuse di evasione riferite agli anni 2016, 2017 e 2018, ma non per gli anni 2014 e 2015, per i quali anche veniva accusato dagli Stati Uniti per gli stessi reati. L'insieme di queste operazioni gli avrebbero fruttato presuntamente 23 milioni di dollari. Il tribunale spagnolo aveva perciò escluso che Mcafee fosse perseguitato per questioni politiche, nonostante egli avesse dichiarato negli ultimi anni di non sentirsi al sicuro, denunciando l'esistenza di un complotto per farlo fuori.

 


IL LAVORO
La vita dell'inventore dell'antivirus più famoso fu sempre piuttosto agitata. Aveva lavorato a Londra, New York, Los Angeles e Cincinnati; aveva vissuto per un periodo in Messico, vendendo gioielli e droga. Ultimamente passava diverso tempo a Tarragona, in Catalogna. Aveva venduto la sua impresa di cibersecurity per quattro miliardi di dollari.
Prima di essere arrestato in Spagna lo scorso anno, era stato arrestato nel 2019 nella Repubblica dominicana, quando nella sua barca erano stati trovati armi e danaro in contante.

Ultimo aggiornamento: 25 Giugno, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA