Job tax e lavoratori beffati, scatta la denuncia

Martedì 8 Giugno 2021
Job tax e lavoratori beffati, scatta la denuncia

CAPORALATO
Circa venti lavoratori, dei centocinquanta della Agri Fontanella, hanno presentato ieri una denuncia individuale di omissione contributiva all'Inps di Latina e gli altri lo faranno nei prossimi giorni. Sono i lavoratori finiti al centro dell'operazione Job Tax sul caporalato che ha coinvolto l'azienda con sede a San Felice Circeo, ma che opera in altre zone del sud pontino. L'iniziativa è stata pensata e curata dalla Uila Uil di Latina perché questi lavoratori, assunti da una delle cooperative definite senza terra, non risultano aver lavorato nessuna giornata né nel 2020, né nel 2021, e non hanno dunque accesso ne alla disoccupazione, ma neppure agli assegni famigliari o al bonus da 800 euro previsto dai ristori Covid dal Governo. A renderlo noto è il segretario nazionale della Uila-Uil Giorgio Carra che spiega anche l'analogia con la cooperativa Agri Amici di Sezze: «I braccianti si sono rivolti alla Uila per capire le ricadute delle malversazioni aziendali sul loro rapporto di lavoro. A questi lavoratori, che non hanno neppure ricevuto la loro retribuzione, l'Inps, a causa dell'evasione contributiva da parte dell'azienda (per un totale di 557.504 euro), non ha accreditato nessuna giornata di lavoro, né per il 2020 né per i primi quattro mesi del 2021, A seguito di questa scelta dell'istituto, quindi, i lavoratori non riceveranno la disoccupazione agricola, non percepiranno gli assegni familiari e, come se non bastasse, non potranno richiedere il bonus di 800 euro, previsto dal governo nel decreto sostegni bis per i braccianti con almeno 50 giornate lavorate nel 2020». A questo si lega un ulteriore problema che potrebbe sfiduciare altri lavoratori nella stessa condizione a denunciare: «Ancora una volta, il lodevole lavoro della Procura della Repubblica ha scoperchiato una situazione complessa e dai risvolti pericolosi per i lavoratori che sono rimasti disoccupati e senza ammortizzatori sociali. Gli organi ispettivi, infatti, non hanno emesso le diffide accertative che avrebbero consentito loro di recuperare la differenza tra la retribuzione dovuta e quella effettivamente percepita». Probabile che serva un controllo maggiore nelle circa 5 mila aziende agricole pontine: «Latina merita più persone dell'ispettorato del lavoro che in questo modo potrebbe accertare problematiche di caporalato o illegalità che altrimenti rimangono oscure. Per porre rimedio a questa situazione spiega Carra abbiamo deciso di presentare le denunce per omissione contributiva e ci aspettiamo che l'Inps, a prescindere dall'effettivo versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, proceda tempestivamente, come prevede la legge, a riconoscere i periodi di lavoro effettuati (ancorché sottopagati), accreditando a ciascun lavoratore le corrispondenti giornate di lavoro sulla loro posizione assicurativa. Solo così, infatti, i lavoratori potranno percepire indennità di disoccupazione, assegni familiari e bonus di 800 euro».
Francesca Balestrieri
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