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«A Santo Domingo per curare la depressione», licenziato dal Comune

Sabato 18 Dicembre 2021 di Marco Cusumano
«A Santo Domingo per curare la depressione», licenziato dal Comune

Si è improvvisamente assentato dal suo posto di lavoro, al Comune di Fondi, per trasferirsi a Bayahibe, uno splendido villaggio di Santo Domingo, «per curare le crisi depressive e di panico» di cui soffre. Ma il Comune, dopo aver avviato un procedimento disciplinare, lo ha licenziato per le assenze ingiustificate.

Il caso è finito davanti al giudice del tribunale del Lavoro: il dipendente ha infatti deciso di impugnare il licenziamento sostenendo di non aver potuto difendersi adeguatamente dalle accuse perché nessuno gli aveva comunicato l'avvio del procedimento disciplinare e il licenziamento. Le comunicazioni, secondo la sua tesi «erano state indirizzate presso la propria residenza anagrafica (a Fondi), pur essendo il Comune a conoscenza che egli viveva stabilmente all'estero nella Repubblica Dominicana».

Il giudice Viola Montanari ha dato ragione al Comune di Fondi, rappresentato dall'avvocato Fabio Tonelli, confermando la legittimità del licenziamento del dipendente e respingendo il suo ricorso. I certificati medici inviati dal dipendente sono stati contestati dal Comune perché non conformi alle disposizioni dell'Inps e privi del visto dell'ambasciata italiana a Santo Domingo. Inoltre il licenziamento è stato impugnato ben oltre il termine previsto di 60 giorni.

L'avvocato Fabio Tonelli

«Il Comune - spiega l'avvocato Fabio Tonelli - ha inviato la documentazione nel luogo di residenza del ricorrente, dove risiedevano anche i suoi familiari, persone quindi abilitate alla ricezione degli atti. Il dipendente non aveva provveduto a comunicare al Comune l'eventuale cambio di residenza secondo la procedura contrattualmente prevista».


Una fuga terapeutica ai Caraibi per curare la depressione che, si spera, avrà avuto i suoi effetti positivi, ma che di certo è costata cara al dipendente comunale. Oltre ad aver perso il lavoro, l'uomo infatti non avrà neppure il pagamento degli arretrati e dell'indennità sostitutiva del preavviso in quanto, come scrive il giudice nella sentenza, «stante l'assenza ingiustificata dal servizio durante il periodo di preavviso era disposta la sospensione cautelare dal servizio e dalla retribuzione».

Marco Cusumano
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Ultimo aggiornamento: 14:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA