Ragazza di Latina uccisa negli Usa, appello della famiglia al Ministro degli Esteri

Venerdì 5 Marzo 2021 di Monica Forlivesi
Ragazza di Latina uccisa negli Usa, appello della famiglia al Ministro degli Esteri

Veronica è stata uccisa quasi due mesi fa, ma il suo assassino non è stato arrestato e suo padre non sa nulla delle indagini. Veronica non ha ancora avuto giustizia e non ha avuto neppure un ultimo saluto dell'unico genitore in vita, la mamma è mancata un anno e mezzo fa. Luigi De Nitto non si dà pace, vuole raggiungere a San Francisco, vuole dire addio alla sua Veronica e abbracciare la sua ultima nipotina, nata proprio nelle ore in cui Renato Yedra-Briseno toglieva la vita a sua zia.


Questa è la storia di un femminicidio, come quello di Ilenia Fabbri a Faenza o Roberta Siragusa a Palermo, ma di Veronica De Nitto, 34 anni, assassinata nella notte del 15 gennaio scorso con una coltellata alla gola dall'ex fidanzato, non si parla, non si sa nulla. L'unica differenza rispetto alle altre vittime è che Veronica è stata uccisa a migliaia di chilometri di distanza, a Daly City, alle porte di San Francisco. Era nel suo appartamento, l'uomo poi identificato dalla polizia, è Renato Yedra-Briseno, lavorava come macellaio nella stessa attività in cui lavorava la giovane donna. Si sa solo che i vigili del fuoco quella mattina, pochi minuti dopo le 8, sono arrivati all'85 di King Court per domare un incendio, all'interno dell'appartamento hanno trovato il corpo senza vita di Veronica De Nitto. Dopo alcuni giorni di indagine le autorità americane hanno messo su un cittadino americano una taglia da 10 milioni di dollari, è ricercato, si sospetta sia fuggito in Messico, dove ha amici e parenti. Di fatto da allora non si è saputo più nulla sul versante delle investigazioni. Si parla di una persona arrestata per favoreggiamento, ne avrebbe agevolato la fuga, ma non ci sono notizie ufficiali.


Ieri nello studio di Latina, dell'avvocato del padre di Veronica, Valerio Masci, è arrivata una troupe della trasmissione condotta da Federica Sciarelli, Chi l'ha visto?. «Chiediamo - dice il papà Luigi - un aiuto alle autorità, devo ringraziare il sindaco di Latina che sta cercando di fare il possibile, non riesco ad avere il visto per raggiungere gli Stati Uniti, voglio dire addio a mia figlia e seguire le indagini. E poi vorrei abbracciare l'altra mia figlia, che vive lì e ha partorito proprio nelle ore della tragedia, non posso neppure pensare a quello che ha passato: chiamava sua sorella, doveva andare in ospedale, e lei non rispondeva al telefono...». Luigi De Nitto (in foto con l'avvocato) è piegato dal dolore. Interviene il suo avvocato: «Lanciamo un appello al Ministro degli Affari Esteri, chiediamo di prendersi a cuore questo caso, è una nostra concittadina uccisa brutalmente all'estero, la famiglia ha diritto di essere assistita, non riusciamo ad ottenere il visto per Luigi». Sulle indagini vi tengono al corrente? «No - risponde l'avvocato - non sappiamo nulla ma speriamo davvero che ora il Ministero ci aiuti». Luigi stringe una scatolina nera tra le mani, gliel'ha appena portata dagli Stati Uniti suo figlio Dante: «Sono le ceneri di Veronica, è tutto quello che mi resta di lei».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 22:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA