«Napoli, troppi turisti e più rifiuti»: de Magistris smentito dai numeri

Giovedì 23 Gennaio 2020 di Paolo Barbuto
È il 28 novembre dello scorso anno, il sindaco rilancia sulla sua pagina social un'intervista postata dalla web tv ufficiale del Comune: tema del giorno la crisi dei rifiuti perché le strade, allora come ora, erano piene di immondizia non raccolta. Al minuto 3,42 del video, Luigi de Magistris spiega ai microfoni «...i rifiuti aumentano anche perché, ma questa è una bella cosa, aumentano i turisti in città».
Due giorni dopo, siamo al 30 di novembre, la crisi è ancora prepotente e l'assessore all'ambiente Raffaele Del Giudice spiega in un'intervista al Mattino «... In città nell'ultimo anno sono stati aperti ottomila nuovi bed e breakfast e fortunatamente la città è invasa dai turisti che, però, in totale producono quasi 300 tonnellate di rifiuti in più».

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I TURISTI
La questione della raccolta di rifiuti in crisi anche per colpa dell'aumento del pattume generato dai turisti diventò, in quei giorni, d'attualità. Serviva anche a dare una spiegazione, plausibile, alla vicenda della spazzatura, veniva presentato come un male necessario: arrivano tanti visitatori che in cambio, oltre a fiumi di denaro, lasciano monnezza da raccogliere, non c'è via d'uscita.
Ma quali erano le basi sulle quali sindaco e assessore gettavano la croce della crisi rifiuti anche un po' sulle spalle dei turisti?

I DATI UFFICIALI
Non sappiamo su quali fonti basavano le loro parole de Magistris e Del Giudice e non saremo noi a metterne in dubbio la veridicità. Ci limitiamo, in questo contesto, a prendere in esame i dati ufficiali sulla raccolta di spazzatura a Napoli per fare un'analisi.
Si tratta di numeri forniti dalla stessa Asìa, l'azienda che raccoglie i rifiuti, eccezion fatta par i valori del mese di dicembre che non sono ancora stati comunicati ufficialmente: li abbiamo desunti andando a sommare il peso dei rifiuti conferiti agli Stir (reperibile presso la Sapna che quotidianamente li comunica all'utenza) ai quali abbiamo affiancato un'ipotesi di differenziata basata sui valori dei primi undici mesi dell'anno. Insomma, c'è possibilità d'errore ma, credeteci, è davvero minima.

LA DIMINUZIONE
Dati alla mano abbiamo potuto verificare quel che voi stessi potete leggere nella tabella di questa pagina: l'immondizia smaltita dalla città di Napoli nel 2019 non è aumentata anzi, è leggermente diminuita. Se i dati presentati da Asìa sono reali, e non dubitiamo minimamente che lo siano, allora sgorga naturale una domanda: perché la crisi esplosa in estate non è stata considerata gestibile? Meglio chiarire: se la montagna di spazzatura da smaltire nel 2019 è stata inferiore o quasi uguale a quella del 2018, del 2017, del 2016 e così via fino almeno a dieci anni fa, qual è stato il motivo della crisi?

Ci permettiamo di ipotizzare che, forse, non c'è stato nessun aumento di conferimenti legato alle presenze turistiche che, fra l'altro, nel 2019 sono state leggermente inferiori agli anni precedenti; non può essere nemmeno colpa dei pirati della monnezza che vengono dagli altri comuni a sversare a Napoli (che erano e restano delinquenti e vanno fermati) i quali, evidentemente, non hanno portato un maggior numero di sacchetti rispetto al passato, visto che il peso del pattume napoletano non è cresciuto.

L'EX ICM
A leggere i documenti ufficiali pare che ogni problema sia collegato alla (giustissima) chiusura dello sconcio dell'ex Icm, la fabbrica dismessa dove il Comune di Napoli andava a parcheggiare l'immondizia in eccesso che non poteva essere accolta dagli Stir. A fine ottobre le proteste dei cittadini hanno convinto Palazzo San Giacomo a cancellare quella discarica vicina ai palazzi e quella chiusura ha messo in ginocchio la raccolta dei rifiuti. Anche perché negli stessi giorni gli Stir hanno iniziato ad avere difficoltà ad accogliere i rifiuti e nessuna alternativa è stata trovata. Anzi no, qualcosa s'è fatto.

LE SOLUZIONI
Non avendo più possibilità di parcheggiare l'immondizia all'ex Icm, Asìa s'è dovuta organizzare. Per i primi tempi, dall'inizio di dicembre a metà novembre, ha preso in fitto tre giganteschi camion per accogliere il pattume non accettato dagli Stir, al costo di centomila euro. Adesso si è attrezzata affittando quattro compattatori da affiancare, per sei mesi, alla flotta interna per una spesa di altri 108mila euro. Ultimo aggiornamento: 14:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA