Non solo Di Silvio, nel dossier della Dia la mappa dei clan

Venerdì 24 Settembre 2021
Non solo Di Silvio, nel dossier della Dia la mappa dei clan

LA RELAZIONE
Una presenza diversificata di organizzazioni criminali espressione di qualificatissime proiezioni soprattutto di camorra e ndrangheta che convivono e all'occorrenza fanno affari con quelle autoctone. E' questa l'immagine del territorio pontino tracciata nella relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia al Parlamento per il periodo compreso tra luglio e dicembre 2020. Il racconto si sviluppa dunque mettendo in luce come, all'interno del composito quadro criminale della provincia «opera da anni una delinquenza organizzata locale saldamente rappresentata soprattutto nel capoluogo dal clan Di Silvio la cui cruenta operatività consistente in gambizzazioni, tentati omicidi e atti intimidatori di vario genere scrivono i magistrati antimafia - può a tutti gli effetti essere ricondotta ai canoni dell'azione mafiosa». Una caratteristica questa riconosciuta con la sentenza del 19 luglio 2019 con la quale per la prima volta nel territorio pontino viene attribuita alle famiglie rom a loro l'aggravante del metodo mafioso con un destino giudiziario analogo ai clan romani dei Casamonica e degli Spada. Nella relazione si ricorda anche l'ultima inchiesta sul clan di Campo Boario, l'operazione Movida che a dicembre 2017 ha portato all'arresto di cinque componenti del clan per associazione di tipo mafioso, rapina, estorsione, violenza privata, atti persecutori, reati concernenti gli stupefacenti e altro. Il tutto aggravato tanto dal modus operandi tipicamente mafioso caratterizzato dalla prospettazione di ritorsioni con il riferimento esplicito a un clan di appartenenza, tanto dall'affermazione di un capillare controllo del territorio da cui deriva il potere di imporre le estorsioni e la protezione sia ad attività commerciali che a privati. Gli autori della relazione si soffermano anche sullo scenario politico e amministrativo «nel quale emerge talora scrivono un modello che vede il coinvolgimento di imprenditori dell'edilizia e del commercio, in rapporti collusivi-corruttivi finalizzati ad agevolare il rilascio di concessioni edilizie ovvero per ottenere l'aggiudicazione di appalti nei servizi pubblici». Riflettori puntati anche sullo sfruttamento della manodopera. «Considerata la forte vocazione agricola dell'Agro pontino, particolare attenzione investigativa viene rivolta anche verso il caporalato che vede il coinvolgimento di imprenditori locali senza scrupoli. Recentissima conferma si rinviene nell'operazione Job tax conclusa ad aprile nei confronti di 7 persone indagate per associazione per delinquere dedita allo sfruttamento di manodopera straniera in agricoltura, estorsione e impiego illecito di fitofarmaci non autorizzati nelle coltivazioni in serra, con grave pericolo per la salute pubblica derivante dall'uso sconsiderato di sostanze non autorizzate». E ancora la criminalità finanziaria. «Non risulta affievolita la propensione delle consorterie criminali senza distinzione di matrice all'infiltrazione e al condizionamento degli ambienti imprenditoriali a fini di riciclaggio e di evasione fiscale. Significativa in proposito è l'operazione Home banking di luglio 2020 dalla Guardia di finanza nei confronti di una collaudata organizzazione criminale avente la propria cabina di regia nel capoluogo pontino e dedita alla sistematica frode fiscale, nonché alla commissione di svariati delitti contro la persona, il patrimonio e reati di natura tributaria».
E.Gan.
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