Dora, il violento litigio con il fidanzato
​e quel post contro violenza sulle donne

Martedì 12 Ottobre 2021 di Pasquale Sorrentino
Dora, il violento litigio con il fidanzato e quel post contro violenza sulle donne

POTENZA È indagato per istigazione al suicidio Antonio Capasso, il fidanzato di Dora Lagreca, la trentenne morta a Potenza nella notte tra venerdì e sabato dopo un volo di circa dodici metri. L'ex modella ha perso la vita in ospedale dove era stata trasportata dal 118 allertato dallo stesso Capasso in seguito alla caduta dalla sua abitazione. La sua agonia è durata circa due ore.
L'iscrizione sul registro degli indagati del trentenne, in cerca di occupazione, è un atto dovuto in considerazione dell'autopsia sulla salma della donna che si terrà nella giornata di oggi: il giovane, assistito dall'avvocato Domenico Stigliani, potrà così nominare un perito di parte e tutelare la sua posizione, così come farà anche la famiglia della donna difesa dall'avvocato Renivaldo Lagreca. Il legale della parte lesa anche ieri ha ribadito che non crede all'ipotesi del suicidio della giovane: «Dora aveva un carattere solare e una grande voglia di vivere», aveva detto. Così come il sindaco del paese d'origine di Dora, Giuseppe Rinaldi primo cittadino di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno: «Suicidio ipotesi impossibile».

Intanto l'appartamento occupato da Capasso, l'attico nella palazzina di via Di Giura, all'interno di un parco di Potenza, è stato sequestrato dai carabinieri del comando provinciale e dalla Procura guidata dal procuratore capo Francesco Curcio. Oggi è previsto un sopralluogo del Ris per raccogliere ulteriori elementi utili allo sviluppo dell'inchiesta. Si sta cercando di ricostruire cosa sia avvenuto nella mansarda a poche decine di metri dalla sede regionale della Confindustria alle due e mezza della notte tra venerdì e sabato. Gli inquirenti hanno sentito, nella giornata di sabato, per circa cinque ore, lo stesso Capasso. Le parole del giovane hanno riguardato soprattutto il momento della lite scoppiata tra i due, con Dora che - secondo quanto raccontato - avrebbe minacciato di buttarsi di sotto, scavalcando la ringhiera in muratura, di poco più di un metro. Una lite forse scoppiata per motivi passionali o di gelosia. Poi la caduta con Capasso che - secondo la versione del giovane - non sarebbe riuscito a fermarla in tempo. L'assistente scolastica durante il volo ha sbattuto con la testa su una parabola al primo piano, per poi cadere sul prato. L'autopsia e l'esame tossicologico saranno fondamentali per chiarire le dinamiche del decesso.

Gli inquirenti, nel frattempo, hanno ricostruito cosa Dora avesse fatto durante la giornata di venerdì. Ha trascorso il pomeriggio ad Arena Bianca, la frazione di Montesano sulla Marcellana, dove vivono i suoi genitori e dove spesso la trentenne trascorreva le giornate libere dal lavoro. Con sé aveva portato una valigia piena di abiti e aveva lasciato alla madre e al padre un arrivederci a pochi giorni dopo.

Dopo di che, insieme al fidanzato, con il quale si frequentava da qualche mese, è stata in alcuni locali di Potenza, in via Isca, e anche a una festa di laurea. Trascorsa la mezzanotte sono tornati a casa in auto, quindi il litigio, in casa e forse anche prima in auto, anche se nessun vicino ha sentito nulla fino all'arrivo dell'ambulanza e dei carabinieri, e infine il tragico epilogo.

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I carabinieri sono al lavoro da sabato mattina per ricostruire con precisione quanto avvenuto. Per questo motivo la Procura di Potenza ha disposto anche il sequestro - oltre che della mansarda - dei cellulari dei ragazzi. Non solo: sotto esame anche gli ultimi post sul profilo Facebook della trentenne. Dora, infatti, solo cinque giorni fa aveva condiviso un manifesto contro la violenza sulle donne. Inoltre sono state visionate anche le storie di Instagram dei due fidanzati, quei brevi video o immagini che raccontano quanto si fa in un determinato momento e svaniscono dai social nel giro di appena 24 ore. Le storie dei due che hanno preceduto il dramma parlano di una coppia di fidanzati, con tanto di effusioni amorevoli.

Realtà virtuale o di vita visto che alcuni testimoni avrebbero parlato di «relazione burrascosa»? «Vogliamo giustizia e verità», ha ribadito l'avvocato Lagreca - medesimo cognome in quanto parente della donna - parlando a nome dei genitori e della sorella della ex modella.
 

Ultimo aggiornamento: 17:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA