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L'Ulss: «Evitate gli assembramenti durante la finale»

Domenica 11 Luglio 2021
L'Ulss: «Evitate gli assembramenti durante la finale»

IL BOLLETTINO
BELLUNO Positività sotto controllo, in provincia, ma l'Ulss Dolomiti chiede prudenza. La paura è che gli eventi del fine settimana, come la finale degli Europei di questa sera in cui l'Italia sfiderà l'Inghilterra, possano far ripartire i contagi. C'è infatti un precedente. Il focolaio nel Feltrino è scoppiato dopo che un gruppo di ventenni ha bazzicato tra Feltre e Pedavena per l'intero week-end di fine giugno, guardando infine la partita Italia-Austria su maxi-schermo insieme ad altre persone. Un'opzione che, per la finale di questa sera, è stata vietata in quasi tutte le province del Veneto, ma non a Belluno. Il maxi schermo sarà allestito al parco Lambioi con ingresso limitato: 200 persone, al massimo, (già prenotate nei giorni scorsi), poi le transenne saranno chiuse. All'ordine della serata, il rispetto delle norme anti-contagio: igiene delle mani, distanziamento e mascherina. Per motivi di sicurezza, ai partecipanti, non sarà consentito l'accesso all'area con bottiglie di vetro o bicchieri. Sarà comunque in funzione il chiosco gestito da Sportivamente Belluno.
BELLUNESI DIVISI
La scelta del Comune ha diviso l'opinione pubblica. Tra chi non vede l'ora di distendersi sul prato di Lambioi per tifare gli azzurri e chi, invece, pensa sia un azzardo: «Piuttosto si legge in uno dei commenti al post del Comune preoccupiamoci di non chiudere le scuole a settembre (cosa che tra le righe stanno già preparando) ed organizzare i trasporti. Il maxi schermo lo lascerei stare». Sul punto si era espresso anche il direttore generale dell'Ulss Dolomiti, Maria Grazia Carraro, secondo cui «visti i numeri attuali, l'evento non va cancellato».
NESSUN NUOVO POSITIVO
Però, i timori restano. «Le ultime 24 ore di attività laboratoristica ha comunicato ieri l'azienda sanitaria non hanno evidenziato nuove positività. L'Ulss Dolomiti raccomanda comunque, in ogni contesto, specie in occasione della finale dell'Europeo di calcio di domani sera (oggi per chi legge, ndr), il massimo rispetto delle norme di sicurezza covid». Il totale dei bellunesi positivi è fermo a 75 e rimane ricoverata in ospedale la 60enne feltrina non vaccinata che ha contratto la variante Delta. I numeri in provincia, dal punto di vista epidemiologico, sono bassi. Eppure, la curva ha ripreso a salire (anche se con molta calma).
IL DATO DA OSSERVARE
L'incidenza cresce anche a livello italiano ed è superiore a 10 casi per 100.000 abitanti in 33 province. Tra queste, 11 hanno un'incidenza superiore a 20. È quanto emerge dall'analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo Mauro Piconè del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Prosegue anche «l'aumento della curva stimata della percentuale di positivi ai test molecolari con valore attuale pari a circa 1.3%, mentre il minimo di 12 giorni fa era pari a 0.85%», osserva l'esperto. «La curva degli ingressi in terapia intensiva - aggiunge - è in stasi con valor medio negli ultimi sette giorni pari a circa 6.5 ingressi al giorno, valore identico dal punto di vista statistico a quello dei sette giorni precedenti». Per quanto riguarda le province, sono 33 quelle che «negli ultimi 14 giorni mostrano un trend di aumento dell'incidenza di positivi e che hanno al tempo stesso un valore dell'incidenza negli ultime sette giorni maggiore di 10 casi per 100.000 abitanti». Belluno rientra nell'elenco. La sua incidenza è pari a 13. Nulla di preoccupante, per ora. Ma serve da monito per quanto accadrà nelle prossime settimane. Invertire la tendenza è ancora possibile: occorrono responsabilità, vaccini e tamponi.
Davide Piol
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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