Crea il panico in ospedale «Drogato e derubato»

Mercoledì 17 Novembre 2021
Crea il panico in ospedale «Drogato e derubato»

L'INCHIESTA
Michele Fabiani, uno degli anarchici spoletini finiti nell'inchiesta che ha portato alla chiusura della pubblicazione Vetriolo, resta ai domiciliari a fabiani ma il giudice per le indagini preliminari Valerio D'Andria ha accolto la richiesta di autorizzazione a svolgere attività lavorativa. Soddisfazione espressa dall'avvocato Carmelo Parente: «Siamo soddisfatti che in breve tempo siamo riusciti a documentare e fondare l'istanze per ottenere che Fabiani potesse almeno continuare a svolgere un'attività fondamentale come quella lavorativa».
La decisione è giunta dopo che, lunedì scorso, sia Fabiani che Alfredo Cospito sempre davanti al gip si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. I due, considerati dal sostituto procuratore Manuela Comodi e dai carabinieri del Ros gli elementi centrali del gruppo sviluppatosi intorno alla redazione del a-periodico Vetriolo e del centro sociale Circolaccio di Spoleto, sono comparsidavanti al gip Valerio D'Andria per l'interrogatorio di garanzia. Cospito era in video conferenza dal carcere di Ferrara dove è detenuto e dove è stato raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere nella giornata di giovedì scorso. Per quanto riguarda Fabiani, invece, il 37enne spoletino finito agli arresti domiciliari si è presentato al tribunale penale di Perugia di via XIV Settembre: pochi minuti per entrambi, proprio per la scelta di non rispondere alle domande dell'interrogatorio. Nonostante il silenzio del suo assistito, l'avvocato Parente non aveva risparmiato critiche all'indagine: «L'ordinanza è basata su un reato di opinione e riteniamo sproporzionata l'applicazione di una misura cautelare che porta con sé limitazione della libertà personale. Una situazione che fa profondamente riflettere». Perplessità anche sulle esigenze cautelari, trattandosi di «un fascicolo iscritto nel 2018».
Intanto, proseguono gli accertamenti a Milano sulle presenze di anarchici nei cortei no-vax.

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