Samuele ucciso, minacce di morte alla trans Patricia

Sabato 15 Maggio 2021
Samuele ucciso, minacce di morte alla trans Patricia

L'INDAGINE
«Va rispettato il lavoro degli inquirenti, dobbiamo fidarci di quello che fanno. Il procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini è un magistrato serio e la squadra mobile è composta da agenti esperti. E se Patricia è libera lo è in nome dei diritti di tutti. Il nostro primo pensiero è per la famiglia di Samuele, comprendiamo il loro dolore e la loro disperazione, ma si devono far lavorare gli inquirenti». Così Francesco Gatti, l'avvocato che assiste la transessuale accusata dell'omicidio preterintenzionale di Samuele De Paoli, il 22enne morto due settimane fa a Sant'Andrea delle Fratte, replica alle aggressioni verbali che Patricia subisce da giorni. Compresi i messaggi con minacce di morte che le arrivano sul cellulare o gli insulti postati sui suoi profili Facebook e Instagram. In tanti si chiedono come sia possibile che la transessuale di origine brasiliana sia libera nonostante un'accusa tanto pesante, ma al momento le prime risultanze sia investigative che autoptiche sembrano compatibili con il racconto di Patricia, che ha sempre parlato di un tentativo di difendersi. Chiaramente nessuna testimonianza può smentirla, con Samuele trovato nudo in un fosso e per cui lei ha solo ammesso di essere scappata alla sua richiesta di aiuto. Ma anche la visita medico legale a cui è stata sottoposta racconta di un'aggressione subita. A cui lei ha reagito con una stretta al collo che potrebbe essere stata fatale anche se non immediatamente. Saranno gli ulteriori risultati degli esami a fornire elementi utili per stabilire la verità. Ma intanto il suo legale chiede silenzio e rispetto, per la vittima e per Patricia. Riportando anche i problemi per la sua incolumità quando esce di casa. «Se c'è stata legittima difesa o omicidio lo decideranno i giudici, che tutti dobbiamo lasciar lavorare spiega Gatti -. Per strada la accusano della morte di Samuele e le danno della bugiarda, sottolineando il maschile negli insulti, offendendo anche la sua scelta. Io mi sento di difenderla sotto ogni profilo, come avrei fatto per chiunque: se dopo oltre due settimane non è stata emessa alcuna misura cautelare nei suoi confronti, non spetta ai fomentatori insistere su questo punto. Lei è a piede libero in nome dei diritti di tutti noi. Diritti uguali per tutti. Adesso c'è solo da far lavorare gli inquirenti». Proseguono infatti le indagini, in attesa dei risultati degli esami istologico e tossicologico, mentre sono stati effettuati accertamenti anche sull'asciugamano macchiato di sangue trovato a casa della transessuale, con gli avvocati della famiglia De Paoli, Valter Biscotti e Brenda Ercolani, che attendono la possibilità di accertamenti anche sull'auto dell'amico che ha riaccompagnato Patricia a casa quella sera. E.Prio.

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