Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Sos cinghiali, «qui tra poco ci entreranno dentro casa»

Martedì 31 Agosto 2021
Sos cinghiali, «qui tra poco ci entreranno dentro casa»

IL CASO
Paura e rabbia a Prepo per una famiglia di cinghiali che da tempo scorrazza tra le case. Tra le abitazioni, in mezzo alla strada, di giorno come al calar del sole. L'ultimo avvistamento ieri pomeriggio, con un gruppo di vicini che adesso hanno deciso di non restare più con le mani in mano, per la sicurezza di tutti. Bambini, pedoni e automobilisti. «Avevo appena imboccato via Montepulciano in auto racconta Francesca quando ho incontrato tre cinghiali che salivano verso via del Gioco, verso la chiesa per capirsi. Ho frenato con violenza, mi sono bloccata per la paura e ho aspettato con il fiato sospeso che si allontanassero dalla strada. Il mio primo pensiero? Chiamare la mia famiglia e assicurarmi fosse chiuso il cancello di casa».
Perché intorno all'abitazione di Francesca, in una zona residenziale di Prepo a ridosso del centro, tra case e villette, vivono anziani e bambini abituati a stare in giardino finché la stagione lo consente. «Abbiamo paura che possano superare i cancelli ed entrare nei giardini le fa eco Patrizia -. Si fanno sempre più vicini alle case, non hanno paura di nulla ormai. Camminano veloci e si infilano dove possono: e se fosse in casa mia cosa si fa? Chi si chiama? Non è la prima volta che li incrociamo qui intorno, ma mai così vicino. Senza considerare che qui nei dintorni ci sono aree verdi dove vanno a giocare bambini e ragazzi e tanti anziani vanno a passeggiare».
LA FAMIGLIOLA
Un altro avvistamento, in effetti, è di poche settimane fa, quando un'intera famigliola di cinghiali, due grandi e quattro o cinque piccoli, sono stati incontrati salire proprio per via Montepulciano, la strada che dal centro commerciale in fondo a via Settevalli si inerpica per Prepo fino alla strettoia che arriva alla chiesa, punto di riferimento dell'intero quartiere. Una strada abbastanza lunga che si apre a destra e sinistra in vie che portano a diverse abitazioni. Una strada, soprattutto, abbastanza trafficata perché dalla strada di Prepo consente di arrivare in via Settevalli evitando il traffico, per esempio, della stazione. Una bretella sfruttata da chi la conosce per raggiungere tutta la zona dall'ospedale a Castel del Piano. Una strada, insomma, dove le macchine passano spesso. E trovarsi davanti una famiglia di cinghiali, di giorno come ieri o all'ora di cena come l'ultima volta non rende tranquilli neanche gli automobilisti. Che sanno anche come, in mancanza di un'assicurazione specifica, in caso di frontale con un cinghiale dovrebbero mettere mano al portafogli per ripagare i danni subiti. Così come sanno che nell'ultimo anno, complice il lockdown e la mancanza di gente in giro, i cinghiali avvistati addirittura alla stazione siano usciti dalle campagne con maggiore spavalderia, nascondendosi magari nei fossi a ridosso delle strade e pronti a cercare acqua e qualcosa da mangiare sempre in comitiva. O in branco.
LA LETTERA
Tutti motivi, acuiti ovviamente soprattutto dalla paura che gli animali selvatici alla ricerca di cibo arrivino fino al portone di casa, per cui alcuni residenti di questa zona hanno deciso di farsi sentire. «Stiamo preparando, con più firme possibili, una lettera per la Regione, che ha la competenza su tale questione spiegano per chiedere di prendere provvedimenti. Sappiamo che essendo animali protetti c'è bisogno di una procedura precisa per allontanarli dai nostri giardini e speriamo che a palazzo Donini qualcuno ci ascolti. Vorremmo evitare di finire sui giornali per essere vittime di una carica di cinghiali impauriti dalle auto».
Egle Priolo

© RIPRODUZIONE RISERVATA