Sissy, troppi sospetti per chiudere il caso

Venerdì 1 Giugno 2018
Sissy, troppi sospetti per chiudere il caso
LA DENUNCIA
VENEZIA «Una vicenda in cui ci sono parecchi coni d'ombra». Sono le parole con cui l'avvocato Fabio Anselmo spiega il motivo della richiesta di proroga dei termini di archiviazione - in scadenza a breve - del fascicolo su Teresa Trovato Mazza, detta Sissy, presentata alla Procura della Repubblica di Venezia. Il legale, scelto dalla famiglia dell'agente penitenziaria in servizio alla Giudecca che avrebbe tentato il suicidio nell'ospedale San Giovanni e Paolo e tutt'ora in coma nell'ospedale di Bergamo, è lo stesso che si è occupato di inchieste controverse ed alto impatto mediatico come quelle della morte di Uva e di Cucchi.
Se Sissy si è sparata alla testa con la pistola d'ordinanza, perché sull'arma non ci sono le sue impronte dato che viene inquadrata dalle telecamere del Civile di Venezia pochi istanti prima della tragedia e non indossa in guanti? Di più perché non è stata rilevata alcuna impronta?
Sono domande che pongono i genitori della ragazza e che si sono posti anche i giornalisti della trasmissione di Rai 3 Chi l'ha visto? che l'altro ieri hanno mandato in onda il video riscontrando appunto la presunta discrepanza tra le immagini e gli esiti investigativi. Ma la redazione guidata da Federica Sciarelli va oltre e lancia l'appello: nel video registrato si notano delle persone, se qualcuno si riconoscesse dovrebbe farsi vivo perché potrebbe contribuire a risolvere quello che con il passare del tempo diventa un rebus sempre più intricato e inquietante.
I FAMILIARI
I familiari di Sissy non si arrendono: rifiutano fin da subito la versione che la figlia si sia voluta ammazzare. Chiedono verità. Di certo c'è che la poliziotta sempre sorridente, dal carattere aperto e solare, è stata raggiunta al capo da un proiettile che l'ha condannata allo stato vegetativo.
L'esistenza di Sissy si ferma il primo novembre del 2016 nell'ascensore dell'ospedale del centro storico dove, a seguito di un cambio improvviso di turno, si era recata per far visita a una detenuta che aveva partorito da poco.
Poi quel colpo di pistola e la pista del gesto autolesionistico. E proprio quando il fascicolo sta per chiudersi con un nulla di fatto, ecco che Chi l'ha visto? impone altri interrogativi, in primis agli stessi investigatori.
Recenti accertamenti avrebbero confermato appunto che vista l'assenza di impronte, non sarebbe stata lei a premere il grilletto e quindi, per conseguenza logica, a ridurla in fin di vita sarebbe stata un'altra persona: non più tentato suicidio, bensì tentato omicidio?
A filmare gli ultimi istanti di vita normale di Sissy è una telecamera posta nell'atrio del reparto di pediatria: si vede la guardia carceraria entrare e uscire dal reparto, appare tranquilla, serena, nulla che potesse far presagire il dramma che si consumerà di lì a poco. E non indossa i guanti.
Monica Andolfatto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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