Contro l'abbandono estivo, microchip gratuiti a piazza Dante

di Giuliana Covella

Contro abbandono e randagismo in piazza Dante unità mobile del servizio veterinario ASL Napoli: microchip gratuiti per i cani e campagna di sensibilizzazione per i cittadini. Ieri mattina a ridosso della stazione metropolitana tanti i cagnolini che, accompagnati dai loro padroni, hanno usufruito del servizio sanitario per dotarsi dello strumento obbligatorio per l’iscrizione all’anagrafe canina.
 
 


Una norma che permette altresì di contrastare il grave fenomeno, tipico del periodo estivo, dell’abbandono degli animali. In piazza medici e volontari delle guardie ambientali zoofile che hanno lanciato l’allarme sui casi in aumento a Napoli: tanti i cani senza anagrafe perché possono facilmente essere abbandonati e per i quali spesso non si incorre nelle sanzioni previste dalla legge, perché è difficile risalire ai proprietari. In fila davanti al camper finanche un cane di 10 anni senza microchip.

«Da due anni abbiamo lanciato corsi per il patentino destinato ai padroni dei cani con il supporto dell’Asl - spiega Rosanna Laudanno, consigliera della II Municipalità con delega di garante degli animali - strumento fondamentale in quanto è stato una guida per i comportamenti dei cani e l’importanza del microchip. Quest’anno abbiamo organizzato l’iniziativa per sensibilizzare le persone all’inserimento del microchip gratuito che di solito si può fare all’ospedale del Frullone. Ma essendo lontano dal centro per molti risulta difficile andarci. Ecco perché ieri abbiamo avuto anche cani di oltre 10 anni. Ma cosa importante è che questa campagna va a contrastare un fenomeno tipicamente estivo, quello dell’abbandono, che è alle porte. L’inserimento del microchip fa sì che in tal caso si possa risalire al padrone ed effettuare le sanzioni».

«Lo scopo dell’iniziativa si riaggancia alle linee guida contro il randagismo - dice Maria Rosaria Brescia, dirigente medico veterinario dell’Asl Napoli 1 centro - di recente è stata varata una nuova legge che ha sostituito la 281. C’è stata inoltre la collaborazione con i volontari del Nucleo Zea dell’associazione guardie zoofile ambientali, che fanno controlli sul territorio per verificare che i cani abbiano il microchip». «Gli interventi che stiamo effettuando sono tanti - dichiarano Giuseppe Varriale e Milena Romeo, presidente e vice presidente della onlus - il numero dei cani non microchippati è sempre minore, così come però c’è un numero di non microchippati che è uno zoccolo duro, dove i padroni non lo faranno mai perché probabilmente vogliono mantenere la possibilità di un eventuale abbandono ed è lo 0,5%. La percentuale di microchip ancora da inserire è invece un 10% per i vecchi cani. Mentre i nuovi per fortuna oggi si vendono già microchippati».
Mercoledì 26 Giugno 2019, 16:59 - Ultimo aggiornamento: 26-06-2019 19:55
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