Cucciolo maltrattato messo all'asta, ma la Procura ferma tutto: «Non è un oggetto»

Giovedì 22 Ottobre 2020 di Remo Sabatini
Il cucciolo messo all'asta (immagine diffusa da LAV Trento)

Se non ci fosse stato l'intervento della Lav di Trento, quel batuffolo nero sarebbe finito all'asta. Come fosse un quadro, un vaso o chissà cos'altro, sarebbe stato l'ennesimo "corpo del reato" nell'elenco dell'asta giudiziaria telematica che viene gestita dall'Istituto Vendite Giudiziarie di Trento. E la possibilità di "battere" quel cagnolino malandato, per il quale la base d'asta era già stata fissata a soli 100 euro più Iva, con rilancio di 50, stava per divenire un'amara realtà.

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Fortunatamente per quel cucciolo, la Lav Trentina aveva denunciato la singolare situazione alla Procura chiedendo l'affido del cane. Tra l'altro, era stato evidenziato, quel cagnolino non è un oggetto e necessita di cure. Il cucciolo infatti, aveva già evidenziato problemi di salute e il fatto che già in passato fosse stato vittima di maltrattamenti, avrebbe reso la decisione dell'accoglimento della richiesta da parte del Pm più semplice. Da qui, la decisione di annulare l'asta e il conseguente affidamento del piccolo alla Lav che si prenderà cura del cucciolo.

«Da oggi, commenta la l'associazione animalista, comiceremo a prenderci cura del cucciolo e ci metteremo all'opera per trovargli una famiglia che possa accoglierlo. Quella di oggi, sottolineano, è una vicenda che ha avuto un lieto fine anche se, putroppo, nel nostro ordinamento giuridico gli animali sono considerati ancora cose».

Ultimo aggiornamento: 18:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA