Super caldo, le zanzare colpiscono pure di giorno: «Ecco come fare per ridurre punture e disagi»

Domenica 5 Luglio 2020 di Cristiana Mapelli
Sogni disturbati da il fastidioso pizzico di una zanzara e poi il prurito o la giornata in piscina rovinata dalla dolorosa puntura di una vespa. «Dopo un periodo di pioggia costante – spiega il dottor Tiziano Scarponi- e l’arrivo della calda estate, è normale assistere ad una esplosione della proliferazione di insetti». Ecco alcune raccomandazioni di Tiziano Scarponi, consigliere dell’Ordine dei medici di Perugia e medico di medicina generale da più di 40 anni.

Zanzare, acari, api, vespe e calabroni, ma anche zecche e, ragni violino. Dottor Scarponi, quali sono le punture più frequenti?
«Le zanzare che, mentre una volta pungevano specialmente di notte ora, sono diventate più aggressive e con il diffondersi di quelle tigre, sono un fastidio che dobbiamo sopportare anche di giorno. Comuni e fastidiosi sono anche le punture degli invisibili acari, soprattutto quelli dei mobili, che provocano numerosi ponfi pruriginosissimi».

Come si possono prevenire le punture di insetti?
«La buona norma è quella di coprirsi e, ovviamente, invito ad usare dei buoni repellenti da applicare sulla pelle più volte durante il giorno. Validi alleati negli ambienti domestici sono poi le zanzariere e l’aria condizionata, che isolano le mura di casa dalle visite di insetti e visto che il fresco è un deterrente all’ingresso in casa».

Quando non dobbiamo preoccuparci per una reazione ad una puntura?
«Innanzitutto, dobbiamo esaminare il tipo di reazione alla puntura. Se compaiono rossore e gonfiore in una zona circoscritta, si tratta di una reazione perfettamente normale, dovuta al veleno iniettato dall’insetto».

Qualche consiglio per alleviare prurito e dolore?
«Possiamo poggiare sulla parte arrossata del ghiaccio che dà sollievo, anestetizza e, inoltre, il freddo aiuta a riassorbire gli edemi. Possiamo applicare sulla puntura una pomata al cortisone oppure una con l’aloe, come gli appositi stick in commercio. Nei casi in cui notiamo un eccesso di gonfiore, il medico può consigliare anche un antistaminico».

Qualche attenzione particolare?
«Se ci accorgiamo di essere stati punti da una zecca, allora è bene rivolgersi ad un medico che si occuperà anche dell’estrazione dell’insetto, operazione difficoltosa e delicata e da fare con l’aiuto di una sostanza oleosa per essere sicuri di togliere del tutto l’insetto».

Le punture degli imenotteri fanno più paura?
«L’ape punge sempre una sola volta perché lascia il pungiglione conficcato nella cute e poi muore, la vespa invece no e quindi, se la si disturba troppo, può pungere anche in più punti. Se ancora presente il pungiglione, è necessario provvedere alla sua rimozione rapidamente. Nella maggior parte dei casi le punture di imenotteri causano solo reazioni cutanee localizzate, più o meno estese. Se iniziano a comparire i sintomi di una reazione allergica grave come malessere generale, orticaria diffusa, senso di mancamento o mancanza di respiro, bisogna chiamare subito un’ambulanza. È utile anche identificare, se possibile, l’insetto responsabile».

Il rischio, per chi è allergico, è quello di uno choc anafilattico
«Chi sa di essere a rischio dovrebbe portare sempre con sé l’adrenalina per auto-iniezione che agisce in meno di dieci minuti ed è un vero e proprio salvavita. In caso di reazioni gravi si può inoltre prendere in considerazione un trattamento desensibilizzante, ovvero l’immunoterapia specifica, eseguibile solo presso ospedali specializzati, che permette di ottenere ottimi risultati, anche se occorre tempo, impegno e pazienza». Ultimo aggiornamento: 19:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA