Nato in Italia un avvoltoio capovaccaio ginginiano, unico al mondo quest'anno

Venerdì 23 Ottobre 2020

Il capovaccaio è un avvoltoio che si distingue dagli altri per essere quasi interamente coperto di un bel piumaggio bianco candido e per avere il becco giallo, che usa per portare in volo i sassi da lasciar cadere sulle uova altrui, e le ultime penne della coda, quasi nere. Invece il neonato  del Parco Natura Viva non somiglia per niente a mamma: le sue penne vanno dal marrone chiaro al marrone scuro, il becco è grigio e anche la cresta sulla testa è uniformemente scura. E non c’è alcun paragone che si possa fare con gli altri giovani: si tratta dell’unico pulcino di capovaccaio ginginiano nato in un parco zoologico del mondo quest’anno. “Ovviamente il nostro giovane non è stato adottato dai suoi genitori ma è dotato di una forma di mimetismo comune tra i piccoli di molte specie che permette di avere maggiori possibilità di sopravvivenza confondendosi con l’ambiente circostante - spiega Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva di Bussolengo -  Impiegherà sei anni prima di assumere la tipica colorazione bianca e quell’età segnerà anche il raggiungimento della sua maturità sessuale”. Oggi il capovaccaio ginginiano originario dell’India ha 4 mesi ed è uno dei 20 individui della sua sottospecie a vivere in un parco zoologico del mondo. Il Parco Natura Viva ospita da quasi vent’anni l’unica coppia riproduttiva vivente in ambiente controllato che dal 2012, ha avuto cinque piccoli. Inserito nella Lista Rossa IUCN come minacciato di estinzione, il capovaccaio è un avvoltoio in grado di utilizzare strumenti per portare a termine un’azione. “A farne le spese sono proprio gli altri nidi - prosegue Sandri - perché questo animale sceglie un frammento di roccia, lo porta in volo e lo lascia cadere sulle uova, cibandosi poi dell’embrione in esse contenuto”. Una variazione sul tema della sua dieta, che generalmente prevede carcasse: tutte e tre le sottospecie di capovaccaio è uno “spazzino” della natura minacciato in Europa, in Asia e nel Nordafrica dalla perdita di habitat, elettrocuzione, caccia illegale e avvelenamento.

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