Il Parco d'Abruzzo pronto a ospitare l'orso condannato a morte in Trentino

di Sonia Paglia

L'orso M49, attualmente in fuga in Trentino e sul quale penderebbe l’ordine di abbattimento poiché considerato pericoloso per l'incolumità e la sicurezza pubblica, potrebbe essere adottato dall’ente Parco nazionale d’Abruzzo. Lndc-Animal Protection, dopo l’appello lanciato dal commissario della Comunità Montana Peligna, Eustachio Gentile, al Pnalm, ha chiesto e ottenuto, la disponibilità dell'oasi faunistica di Villavallelonga, ex dimora dell’orsa Yoga. «In questo modo salveremo la vita all’animale seppur garantendogliela in cattività- aveva affermato Eustachio Gentile – A mio modesto parere, meglio una buona vita in cattività, che una brutale soppressione a colpi di fucile».

Una disponibilità, che sembrerebbe essere condivisa anche dal sindaco del piccolo comune marsicano, con tanto di consenso ministeriale. «Abbiamo scritto una lettera al presidente della Provincia di Trento, inviata per conoscenza al ministro Sergio Costa, per informare le parti di questa possibilità - dichiara Michele Pezone responsabile Diritti animali per Lndc - Invitiamo a effettuare gli opportuni accertamenti per verificare l’idoneità del sito a ospitare M49».

L’ipotesi del trasferimento è però dibattuta tra gli esperti del settore, che parlano di inquinamento genetico della superstite popolazione marsicana, unica al mondo, qualora l’orso in questione, dovesse evadere dall’area, come accaduto dal Centro faunistico del Casteller, in Provincia di Trento. Per questo, prima di condurre M49 in Abruzzo, si ipotizza la necessità procedere alla preventiva sterilizzazione. In discussione anche le condizioni del Parco, senza Presidente e Direttore, che cerca di curare, con non pochi sforzi, l’ordinaria amministrazione.
Lunedì 22 Luglio 2019, 09:45 - Ultimo aggiornamento: 22-07-2019 09:53
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