Pescara, strage di cefali lungo tutta la costa: «Uccisi da tipi di pesca vietati»

Martedì 3 Novembre 2020
Pescara, strage di cefali lungo tutta la costa. «Uccisi da tipi di pesca vietati»

Da Pescara a Montesilvano è strage di cefali. Sono giorni ormai che arrivano continue segnalazioni di queste specie di pesci morti lungo la battigia. Anche sui social impazzano le foto e i filmati girati da cittadini preoccupati. La gran parte delle immagini sono state immortalate nella zona a nord della foce del fiume Pescara e alla foce del Saline a Montesilvano. Considerando che il fenomeno è ben visibile già da qualche settimana, cresce il timore che possa trattarsi di una conseguenza dell'inquinamento del fiume e del mare, insomma di qualche sostanza presente nelle acque che provochi la morte dei pesci, o anche di una malattia.

Ma per Vincenzo Olivieri, veterinario e responsabile del Centro Studi Cetacei di Pescara, non è nulla di tutto questo. La spiegazione, a suo dire, è molto più semplice e meno allarmante rispetto a quello che si pensa vedendo tutti quei cefali spiaggiati. «In realtà – spiega il dottor Olivieri – quello a cui stiamo assistendo in questi giorni è un fenomeno che si verifica tutti gli anni in questo periodo ed è dovuto al fatto che, in questo momento, ci sono tantissimi cefali che si avvicinano alle foci dei fiumi. Questa massiccia presenza, oltre ad attirare delfini e gabbiani, attrae anche i pescatori. E quindi vengo fatti grandi pescati di tali specie ittiche. A volte capita che le reti si rompono e i cefali fuoriescono, finendo a riva, altre volte vengono sfregiati e restano vittime, ad esempio, della pesca da strappo o di altri metodi».

«Escludo – prosegue Olivieri – che i cefali siano stati colpiti da qualche malattia. Dalle immagini, che circolano in questi giorni, si vede chiaramente che si tratta di esemplari in perfette condizioni, molti sono morti per asfissia, altri invece portano addosso i segni del tipo di pesca utilizzata per catturarli. In alcuni, invece, si possono notare dei morsi. Ebbene, in questo caso, la colpa non dei pescatori, ma del loro predatore d'eccellenza ossia il pesce serra».

Ultimo aggiornamento: 08:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA