Colombia, la caccia agli alligatori non è più vietata: infuria la polemica

Mercoledì 30 Gennaio 2019 di Marta Ferraro
Polemiche in Colombia dopo la decisione del Governo di ripristinare la caccia agli alligatori per il commercio della loro pelle

Nel 2015, una particolare specie di coccodrillo è stata dichiarata a rischio estinzione e per questo è stata inserita nel libro rosso dei rettili, ma il Governo colombiano ha stabilito che la stessa abbia superato tale minaccia, abolendo parzialmente il divieto predecentemente imposto.

La decisione è stata accolta da aspre polemiche nel paese.  

La lussuosa pelle dell'alligatore è un obiettivo molto ambito dai cacciatori in Colombia. Quasi due milioni di pelli hanno attraversato i confini per essere venduti al miglior offerente e trasformati in prodotti di alto valore. Per questo, la specie si stava riducendo in modo allarmante e circa 50 anni fa, nel 1968, la sua caccia è stata bandita.
Attualmente il governo ritiene che la stessa abbia riguadagnato il suo equilibrio e, quindi, ha revocato in modo parziale il divieto del commercio.

Dopo gli studi condotti dal Dipartimento delle foreste, biodiversità e dei servizi dell'ecosistema, sotto la supervisione del Ministero dell'Ambiente di Cordoba, è stato stabilito che una gestione sostenibile della specie garantisce la permanenza della stessa. Il Ministero ha, dunque, pubblicato la decisione di revocare parzialmente il divieto, che sarà «esclusivo e limitato alle loro uova».

La loro raccolta sarà vietata a individui o entità, e sarà consentita solo alle comunità locali dell'area precedentemente autorizzata. La misura consente di raccogliere le uova dell'alligatore tra i mesi di gennaio e aprile per poi incubarle in modo controllato, al fine di ottenere una proporzione di rettili di entrambi i sessi per ripopolare la selvaggina. Le comunità trarranno vantaggio da una percentuale delle pelli per commerciarle a livello internazionale.

 

Ultimo aggiornamento: 17:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA