Roma, la storia di Bamby: il cane viene adottato dal quartiere ma i vigili lo portano al canile

Bamby, il cane di Torre Spaccata
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di Laura Bogliolo

Roma è una città che vive di contraddizioni, contrasti, incoerenze, a volte assurdità. Forse per questo piace tanto, ispira film, poesie. Forse per questo spesso fa proprio sussultare. Un sussulto di rabbia si prova mentre si legge su Facebook la piccola battaglia di un quartiere, quel solito "angolo" di periferia che fa parlare di sè solo quando scoppiano incendi, risse, ci sono arresti o incidenti.

Siamo a Cinecittà Est, precisamente tra via viale Palmiro Togliatti e via dei Romanisti. Il Messaggero si occupò bene di "quell'angolo": da anni nella "fossa" (una enorme buca) era cresciuto un villaggio abusivo di nomadi. Quelli che fanno roghi, incendiano, vivono un po' così, mentre la popolazione sopporta, respira a pieni polmoni, nonostante decine di esposti e proteste alle istituzioni (municipio VI, vigili etc...). Nonostante recentemente il ministro Marco Minniti rispondendo all'audizione alla Commissione parlamentare sulle periferie abbia parlato della possibilità di impiegare l'Esercito.  Il Messaggero fece un reportage su quel posto abbandonato, dove tutto poteva accadere, tutto era lecito.

Questa estate, l'8 luglio, in quella fossa è scoppiato un incendio gigantesco che ha tenuto in ostaggio il quartiere: molti hanno preferito farsi ospitare da qualche amico o parente per non respirare quel fumo tossico. Ecco, in questa storia fatta di fumi tossici, furti, incuria e abbandono, ci ha pensato Bamby a far emergere la contraddizione di cui spesso Roma è vittima.

"Bamby" così lo chiamavano alcuni residenti. «Andava d'accordo con tutti i cani del quartiere, era un cucciolo dolcissimo, il lo chiamavo "Bamby"» racconta Lucilla Liseo, residente. Bamby viveva nel giardinetto che sorge tra viale Palmiro Togliatti e viale dei Romanisti. Lì, per diverso tempo si erano accampati molti dei nomadi che sono fuggiti dalla fossa dopo il rogo di questa estate. «Quel cane stava con i nomadi» racconta Bruno Di Venuta, residente. 

«Per settimane abbiamo chiesto l'intervento dei vigili per i rom che dalla fossa si erano spostati a pochi metri di distanza -spiegano i residenti - si erano accampati, dormivano, facevano i bisogni, c'erano anche bombole del gas. E qui non si tratta di razzismo» dicono. Dopo un decennio a sopportare roghi tossici, strani movimenti di furgoncini e rifiuti, dopo un decennio di silenzi da parte dell'amministrazione, alla fine ci si sente quasi costretti a protestare. Insomma, c'è parecchia rabbia come in tutte le periferie dove ci si sente ultimi degli ultimi. Nel quartiere dopotutto ci sono i mali che tante altre parti di Roma conoscono: immondizia non raccolta, buche (su viale dei Romanisti c'è il limite di 30km/h perché la strada non è sicura), prostituzione e poi gli accampamenti. 

Nel quartiere dell'immobilismo giorni fa c'è stata però una grande novità. Qualcosa finalmente si è mosso, «con grande solerzia» dicono alcuni residenti ironicamente. 

«Quindici ottobre, ore 10-12. Vigili urbani al Parco Romanisti -Togliatti -  scrive su gruppo Facebook "Quelli di Torre Spaccata" Di Venuta  - Pensavamo, con stupore, fosse un sopralluogo dei vigili per certificare lo schifo presente, invece avevano accompagnato gli addetti del canile municipale per catturare il cane abbandonato dai rom e adottato dai residenti. Dopo alcune ore ci sono riusciti». Bruno pubblica le foto di Bamby che domenica scorsa è stato portato via dai vigili nella sua nuova casa, il canile. 
«Sentire il pianto di quel povero cane, mi ha lasciato una tristezza profonda - il commento di una residente - Sicuramenre il quartiere ha ben altri problemi da risolvere. La povera cagnolina (in realtà è un maschietto ndr) non nuoceva a nessuno».

Lucilla però era decisa a non abbandonare Bamby: «Domani andremo a riprenderlo» al canile ha scritto. Insomma, è scattata la solidarietà del quartiere, il tam tam su Facebook. Alla fine Bamby è stato portato via dal canile: «Il cane sta bene. Adesso è in pre-affido». 

«Quando sono venuti i vigili - racconta Bruno - gli ho segnalato anche lo schifo che c'è in quel parco, sporcizia e tantissimi profilattici in terra. Gli ho chiesto se potevano fare qualcosa. Mi hanno risposto: "Il nostro ordine di servizio riguarda soltanto il cane". Intanto però nella fossa sono tornati i nomadi, c'è una piccola tenda nascosta». 



LA BARACCOPOLI PRIMA DELL'INCENDIO


 
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 11:50 - Ultimo aggiornamento: 19-10-2017 14:45
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