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Siccità, pesci senza acqua nei fiumi del Nord Italia: recuperati per non farli morire

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Remo Sabatini
La cattura dei pesci ancora vivi nel fiume in secca trasferiti nell'Adige (immag diffuse dal sindaco di Soave Matteo Pressi)

Non piove. Questa, la questione principale che sta mettendo in ginocchio l'intero Paese. Soprattutto nelle regioni del Nord, infatti, la carenza di acqua si sente, eccome. Con il Po ormai all'asciutto e i laghi di montagna che hanno visto evaporare già tempo la poca neve caduta l'inverno scorso, c'è poco da stare allegri. Lo sanno bene agricoltori e allevatori, costretti a racimolare quel che si può per irrigare le coltivazioni, abbeverare il bestiame. E i pesci? Sì perché in quei laghi e fiumi ridotti a spettrali territori lunari, vivono anche e soprattutto loro. Di varie specie e fattezze, nel migliore dei casi si sono ritrovati a nuotare nelle poche pozze rimaste cercando disperatamente ossigeno vitale.

 

 

Siccità, pesci senza acqua 

Come accaduto in diversi comuni del Piemonte e del Veronese dove di sta cercando di correre ai ripari salvando il salvabile. Ai pesci, infatti, non è possibile razionare l'acqua. O c'è, o non c'è. Anche e soprattutto per questo, l'iniziativa del piccolo comune di Soave, località di poco più di settemila anime a due passi da Verona, sta raccogliendo consensi pressoché ovunque. Il sindaco della cittadina, Matteo Pressi, si è infatti dato da fare per salvare la vita ai pesci che ancora sopravvivono nel fiume Tramigna che attraversa la città.

 

 

Ormai in secca, è divenuto una trappola mortale per i sopravvissuti che annaspano in quelle acque troppo calde e soprattutto, troppo, troppo scarse. «A causa della crisi idrica e della conseguente moria di pesci nel fiume Tramigna - ha spiegato il sindaco in un comunicato - l'amministrazione comunale ha disposto il prelievo del maggior numero di pesci possibile presenti nel fiume».

 

 

Dove finiranno? Lo spiega il sindaco Pressi: «Saranno trasferiti nel fiume Adige. Poi, una volta superata la crisi, il medesimo numero di pesci verrà recuperato per reintegrare il nostro fiume di vita». E allora ecco i volontari dell'Associazione Provinciale Pescatori di Verona che, "armati" di retino e secchiello, come documentato dalle immagini diffuse dal sindaco sui social, si danno da fare per salvare più pesci possibile. Una pesca singolare e senza amo che, stavolta, ha lasciato anche forni e padelle all'asciutto.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA