Costiera, medusa trascina brandelli di plastica: la foto che indigna il web

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di Ciriaco M. Viggiano

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Una medusa, appena illuminata dalla luce del sole che filtra dalla superficie dell'acqua, trascina brandelli di una busta in plastica, forse gettata in mare da qualche indisciplinato bagnante o diportista: è un'immagine tanto suggestiva quanto allarmante, quella catturata dal biologo marino e fotografo subacqueo sorrentino Marco Gargiulo. Teatro della scena è lo specchio d'acqua di Puolo, al confine tra Sorrento e Massa Lubrense, due dei tre Comuni della Costiera che nel 2018 sono stati premiati con la Bandiera blu per la pulizia del mare e per l'alta qualità dei servizi offerti ai bagnanti.

Più volte campione italiano di safari fotografico subacqueo e vincitore di premi a livello internazionale, Gargiulo si è immerso nelle acque di Puolo e qui si è imbattuto in una Medusa Pelagia Noctiluca, più conosciuta come vespa di mare, che con i suoi tentacoli aveva appena catturato i resti di una busta in plastica. Lo scatto, pubblicato su Facebook, si è trasformato in un atto di denuncia sull'inquinamento marino e sul costante aumento di rifiuti in plastica nel Mediterraneo. «Stiamo distruggendo il nostro mare e il pianeta intero», ha commentato il campione di safari fotografico subacqueo accompagnando l'immagine con gli hashtag #stopplasticpollution e #bastaplasticainmare.

La foto ha ben presto fatto il giro del web. Migliaia le condivisioni e altrettanti gli allarmi lanciati sui social network da amanti della natura e associazioni. «A ottobre abbiamo chiesto ai sindaci dei sei Comuni della penisola sorrentina di limitare l'utilizzo di plastica monouso attraverso apposite ordinanze, ma finora il nostro appello è rimasto inascoltato», fa sapere Laura Cuomo, leader di quell'osservatorio civico Grande Onda nato nel 2015 proprio con l'intento di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sull'inquinamento marino. Lo scatto di Gargiulo è stato condiviso persino sulla pagina ufficiale di Angelo Branduardi, sempre attento alle tematiche connesse all'ambiente. «L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando», queste le parole di Hubert Reeves con le quali il cantautore milanese ha commentato la fotografia della medusa.

Lo scatto di Gargiulo, dunque, riaccende i riflettori sull'enorme quantità di plastica che sta invadendo il Mediterraneo. Ecco alcuni numeri dell’emergenza, recentemente diffusi dal Wwf Italia: 95 per cento è la quota di plastica contenuta nei rifiuti che soffoca habitat e specie; un milione e 250mila frammenti per chilometri quadrato è la concentrazione record di microplastiche nel Mediterraneo, quasi quattro volte superiore a quelle registrate nell’isola di plastica del Pacifico settentrionale; oltre il 90 per cento dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica è dovuto alla plastica; 134, infine, sono le specie vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo. L’Italia ha già fatto molto contro questa forma di inquinamento vietando l’utilizzo di shopper per la spesa dal primo gennaio 2011, quello di sacchetti ultraleggeri per alimenti dall’inizio del 2018, quello di bastoncini cotonati non biodegradabili dal primo gennaio di quest'anno e, infine, quello di microplastiche nei cosmetici a partire dal primo gennaio 2020. Perciò il Wwf ha promosso una petizione in tutti i paesi dove è presente: l’invito è rivolto ai cittadini del mondo perché chiedano ai capi di Stato di stipulare un accordo globale giuridicamente vincolante fra Paesi delle Nazioni Unite. L'obiettivo? Fermare la dispersione di plastica in natura entro il 2030.
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 16:00 - Ultimo aggiornamento: 20-02-2019 16:09
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