Carlo Vicentini, parla il presidente della squadra di hockey del figlio del primario: «Massimo e suo padre persone eccezionali»

La tragedia dell'Aquila: il primario e il figlio animatori del club di hockey in carrozzina di Monteprandone

«Carlo Vicentini era il medico della squadra e il figlio Massimo il portiere, persone eccezionali» Parla il presidente Silvano Silvi dei Marmidoni
«Carlo Vicentini era il medico della squadra e il figlio Massimo il portiere, persone eccezionali» Parla il presidente Silvano Silvi dei Marmidoni
Paolo Ricci Bittidi Paolo Ricci Bitti
Venerdì 31 Marzo 2023, 21:22 - Ultimo agg. 1 Aprile, 16:01
4 Minuti di Lettura

«Ci crederà? Due settimane fa, non di più, il medico Carlo Vicentini era seduto in panchina con me mentre il figlio Massimo stava giocando come sempre nel ruolo di portiere. Guardi, proprio il mio cervello non riesce a comprendere che cosa sia successo all'Aquila, non ci riesce».

Silvano Silvi è il presidente dei Mirmidoni Piceni WH di Monteprandone (Ascoli), hockey in carrozzina. Prende fiato prima di parlare, si ferma a ogni frase, in testa gli girano immagini non sovrapponibili fra di loro: da parte la strage dell'Aquila, dall'altra la famiglia con cui divide la passione per lo sport oltre ogni ostacolo: «Anche mio figlio è nella squadra e pensi che Massimo è stato uno dei fondatori del club nel 2009. E' venuto qui da noi quando è cessata l'attività della squadra di Pescara: una persona a dir poco brillante, disponibile, sempre pieno di iniziative per aiutare tutti. Aveva studiato sulle orme del padre medico anche per capire la malattia che l'ha colpito quando aveva sei o sette anni. Questa stagione, poi, è per tutti noi di grande soddisfazione perché per la prima volta partecipiamo al girone nazionale».

 

Le sue condizioni erano peggiorate ultimamente?

«Non mi risulta, qualche tempo forse una ricaduta, ma ripeto che due settimane fa lui era in campo come portiere, un ruolo di grande responsabilità».

E il padre Carlo, il primario?

«Suo papà Carlo era diventato il medico della squadra, un'altra persona magnifica, sempre attento a tutti, disponibile, di grande carisma, un luminare dell'Urologia.

Lui, me lo diceva spesso, viveva per rendere felice Massimo. Lo aveva seguito quando si era imbarcato nell'avventura di fondare una nuova società e ci teneva a essere al fianco di tutti giocatori, non solo del figlio. Quante chiacchierate durante il terzo tempo che facciamo sempre dopo le partite. Il confronto con lui era sempre molto gratificante. Che cosa possa essere accaduto nella loro casa non riesco nemmeno a immaginarlo. Non è proprio possibile ripensare a quelle ore passate insieme per l'ultima partita in casa e poi sapere che Carlo, Massimo, Alessandra e Carla non ci sono più. Una spiegazione concreta non c'è, mi creda».

Carla, la mamma di Massimo? 

«A quel che so aveva deciso di dedicarsi a tempo pieno a seguire Massimo che pure aveva guadagnato una notevole indipendenza. Il nostro sport è adatto  a tutte le disabilità, le carrozzine sono elettriche e chi non può usare nemmeno gli arti superiori ha uno stick, il bastone da hockey, applicato alla parte anteriore della carrozzina. Massimo comunque poteva muovere le braccia»  

Alessandra, la sorella?

«Credo che fosse medico anche lei, ha aperto uno studio molto ben avviato di Dietologia vicino all'Aquila. Di lei ricordo che si era data tanto da fare durante la pandemia, si era offerta volontaria anche per andare a fare le vaccinazioni fuori regione». 

Chi erano

Carlo Vicentini, 70 anni, da un mese in pensione, sposato con Carla Pasqua, era un medico specializzato in Urologia, già primario dell'ospedale di Teramo,  e docente universitario. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe ucciso con un pistola P38, tenuta regolarmente, i tre familiari per poi togliersi la vita. Sarebbe stati trovati biglietti con frasi definite "farneticanti".

Massimo Vicentini, 53 anni, disabile, si muoveva su una carrozzina elettrica. Il suo profilo Facebook si apre con il testo italiano della canzone You'll never walk alone ("Non camminerai mai da solo", adattamento del brano scritto dalla coppia Rodgers e Hammerstein per il musical del 1945 Carousel) resa ancora più celebra da quando è divenuta l'inno del Liverpool. Era un appassionato di hockey in carrozzina  che praticava nella squadra Mirmidoni Piceni WH di Monteprandone (Ascoli). 

Alessandra Vicentini, 36 anni, dietologa, nel suo profilo Facebook cita Antonie de Saint-Exupéry: «Non chiederti di cosa ha bisogno il mondo. Chiediti che cosa ti rende felice e poi fallo. Il mondo ha bisogno di persone felici!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA