Gigi Proietti morto, da Vanzina all'allievo Enrico Brignano: «Grazie per il talento che ci hai regalato»

Lunedì 2 Novembre 2020 di Ilaria Ravarino
Gigi Proietti morto, da Vanzina all'allievo Enrico Brignano: «Grazie per il talento che ci hai regalato»

Renzo Arbore, di tre anni più grande e amico di una vita, ricorda così il grande attore romano: “Che tristezza infinita. Gigi ha fatto l’attore, il regista, l’umorista, il direttore di teatri, il cinema, il maresciallo, ha fatto le fiction, l’umorista raffinato, il cantante e il fantasista e quindi ti sei sfogato come hai voluto. Sei stato sempre grande. Grazie!”.

È l’amicizia di una vita quella che ha unito Proietti alla famiglia Vanzina, Steno (Febbre da cavallo, Mi faccia causa) ed Enrico, che col fratello Carlo lo ha diretto in film come Febbre da cavallo - La mandrakata o La vita è una cosa meravigliosa, a caldo lo ricorda così: “Non ho parole. Con Gigi se ne va un gigante dello spettacolo italiano. Gli volevo davvero molto bene, era un amico vero. E adesso vglio dire di Gigi una cosa che non gli ho mai detto. Ho lavorato con tantissimi attori, e i due più bravi che ho mai incontrato sono stati Gianmaria Volontè e Gigi Proietti. Lui era e resterà uno di famiglia”.

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Loretta Goggi, che con Proietti ha diviso il palco in tv (Io a modo mio), a teatro (Stanno suonando la nostra canzone) e il doppiaggio dei cartoni animati di Gatto Silvestro: “Dal pestifero Titti all’indomabile Gatto Silvestro, grazie per il generoso talento di cui ci hai inondato. Se, come hai detto una volta, io sono uno Stradivari, tu sei Paganini stesso. Ciao Gigi, grazie!”.

Tanti anche gli allievi illustri che si uniscono, sconvolti, alle testimonianze per la morte improvvisa del grande attore romano: “Al mio maestro, grazie dal profondo del cuore – dice Enrico Brignano, che nel 1988 entrò nella scuola di teatro di Proietti e ci rimase per dieci anni - per quello che è stato e ha dato a me e tutti quelli che hanno avuto la fortuna di stare al suo fianco. Per quello che hai insegnato a tutti noi ex allievi. Per la carriera che hai avuto, per il talento che hai dedicato al pubblico. Grazie Gigi!”.

Commosso il comico Gabriele Cirilli, “Proietti è stato e rimarrà un artista a 360 gradi, mi ha regalato una seconda vita permettendomi di diventare attore. Ciao GiGi!”. Per Giorgio Tirabassi, anche lui allievo di Proietti negli Anni Ottanta, “Sono sconvolto. Ho passato con lui le serate più belle della mia vita. Gli ho voluto tanto bene, non ci vedevamo spesso ma ero legatissimo a lui. Mi ha fatto conoscere il jazz e le emozioni dei teatri stracolmi di gente adorante. Se a vent’anni entravi nella sua compagnia, giocavi in serie A”.

 

Compagno di strada sul palco di Sanremo nel 1995, insieme a lui nel “Trio Melody”, anche Peppino di Capri manda il suo saluto a Proietti: “Durante le prove mi faceva lezione di pronuncia, correggendomi tutte le vocali aperte. Dopo quel Sanremo ho continuato a cantare le nostre canzoni da solo, ma rifare la sua parte è impossibile: Gigi ha sempre fatto tutto con il cuore e questo ha fatto grande la sua arte. Ciao Gigi!”.

«Senza parole... Questa volta l'inchino a #gigiproietti lo facciamo tutti noi». Lo scrive su Twitter Fabio Fazio.

Ultimo aggiornamento: 12:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA