Hannah Goslar, morta a 93 anni l'amica di Anna Frank: erano detenute insieme a Bergen-Belsen

Nel diario di Anna, tragico simbolo della persecuzione nazista degli ebrei, Pick- Goslar viene citata col nomignolo di Hanneli. Le due bambine si conoscevano fin dai tempi della scuola materna

Hannah Goslar, morta a 93 anni l'amica di Anna Frank: erano detenute insieme a Bergen-Belsen
Hannah Goslar, morta a 93 anni l'amica di Anna Frank: ​erano detenute insieme a Bergen-Belsen
Sabato 29 Ottobre 2022, 16:24 - Ultimo agg. 17:21
3 Minuti di Lettura

In principio era stata una tenera amicizia tra due bambine vicine di casa e compagne di asilo. Poi le prime confidenze, i giochi, brandelli di vita normale all'ombra del nazismo. Il tutto precipitato più tardi, le ragazze poco più che tredicenni, nell'abisso dell'Olocausto, con una morta e l'altra sopravvissuta al campo di sterminio. La prima, Anna Frank, ricorda l'amica con affetto e tenerezza nel suo famoso Diario; l'altra, Hannah Goslar, ha passato il resto della vita a raccontare quell'orrore e l'amicizia con Anna, quasi a voler espiare la 'colpà di essere rimasta in vita. Hannah, o Hanneli, o 'Lies', come la chiama nel Diario Anna Frank, è morta venerdì a Gerusalemme, a 93 anni, come annunciato dalla Anne Frank Foundation di Amsterdam, la città dove le famiglie si erano trasferite per sfuggire alla furia nazista.

Le due furono detenute insieme nel campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen durante la Seconda guerra mondiale e la loro amicizia è documentata in più parti del Diario fatto pubblicare da Otto Frank, il padre di Anna, unico superstite della famiglia dai campi di concentramento. Un quaderno miracolosamente sfuggito alla polizia della Wehrmacht dove Anna annotò inconsapevolmente, e dichiaratamente solo per sé, alcune tra le testimonianze più commoventi della persecuzione nazista e dello sterminio di cui finì per essere lei stessa vittima. 'Lies' appare in vari passaggi del testo dove Anna si rivolgeva ad una immaginaria 'Kitty'.

Diario di Anna Frank messo al bando in Texas. «Adattamento illustrato inadatto agli studenti»

 «Ieri sera, mentre stavo per addormentarmi - si legge in un appunto del novembre del '43 -, ebbi d'improvviso una visione: Lies. La vidi dinanzi a me vestita di stracci e col viso smunto e smagrito. Mi guardò con due grandi occhi tristi, pieni di rimprovero, nei quali potevo leggere: 'Oh Anna, perché mi hai abbandonata? Aiutami, fammi uscire fuori da quest'inferno!'. E io non la posso aiutare, posso soltanto guardare come altri uomini soffrono e muoiono, posso soltanto pregare Iddio di ricondurla a noi... Oh Lies, se vedrai la fine della guerra e tornerai fra noi, spero di poterti accogliere e riparare ai miei torti». A non tornare fu invece lei. Hannah Goslar era nata nel 1928. La sua intera famiglia (il padre era stato un ministro della Repubblica di Weimar prima dell'avvento di Hitler) fu arrestata dalla Gestapo nel 1943 e deportata a Bergen-Belsen l'anno successivo.

Lì, nel febbraio 1945, le due ragazzine tornarono a incontrarsi, poco prima della morte di Anna. Hannah Goslar e la sorella Gabi furono gli unici membri della loro famiglia a sopravvivere. Hannah, in seguito, emigrò a Gerusalemme, dove sposò Walter Pick. La coppia ha avuto tre figli, 11 nipoti e più di 31 pronipoti: «È questa la mia risposta a Hitler», amava dire. E fino alla fine ha voluto tenacemente mantenere vivi i ricordi: oltre ad apparire in vari documentari su Anna Frank, la storia della Goslan è stata raccontata dalla scrittrice Alison Leslie Gold in un libro dal titolo 'Mi ricordo Anna Frank', diventato anche un film per la tv.

© RIPRODUZIONE RISERVATA