Malika Ayane sommersa dagli insulti: «Fulmini di guerra, la Malika che cercate non sono io!»

Giovedì 1 Luglio 2021
Malika Ayane sommersa dagli insulti: «Fulmini di guerra, la Malika che cercate non sono io!»

Dopo la bufera scoppiata su Malika Chalhy, la 22enne cacciata di casa perché lesbica e che avrebbe comprato una Mercedes con i soldi delle donazioni, la cantante Malika Ayane si è ritrovata costretta a fare una precisazione sui social. L'artista italo-marocchina, infatti, pare sia stata sommersa di messaggi da parte di chi voleva insultare (o difendere) la giovane di Castel Fiorentino. Un caso di omonimia che Malika Ayane ha voluto dirimere con questo tweet: «Cari fulmini di guerra che mi intasate la mail e i social con insulti o espressioni di solidarietà, ho una notizia per voi: la Malika che cercate NON SONO IO. Incredibile che nel 2021 ci siano più donne con lo stesso nome, eh?».

Malika, cacciata di casa perché omosessuale: con le due raccolte fondi si compra una Mercedes. L'ira del web

La cantante, sempre su Twitter, ha aggiunto: «Che poi, se volete mandare messaggi d’amore siete i benvenuti -se d’odio un po’ meno ma avrete le vostre ragioni - purché siano per me stessa medesima». Nell'epoca dei social tutto è possibile: anche venire insultati per un semplice caso di omonimia.

Malika Chaly e il caso della Mercedes

La storia di Malika Chalhy ha tenuto incollate alle tv e ai giornali milioni di persone. La ragazza toscana era stata cacciata qualche mese fa di casa dai genitori perchè omosessuale. Dopo l’appello della 22enne, la cugina pensò di aprire una raccolta fondi in suo favore su Gofundme «per aiutarla a ricostruirsi una vita». Le donazioni sono arrivate e con cifre veramente importanti: la prima raccolta ha raggiunto quota 140.000 € e la seconda (ancora aperta) è già a quota 12.000.

In una foto che la sorella di Tommaso Zorzi, Gaia, ha pubblicato su Instagram qualche giorno fa, Malika è alla guida di una Mercedes Classe A, nuova. La ragazza si è dapprima giustificata dicendo che l’auto era dei genitori della sua compagna, con la quale ormai vive a Milano, ma a quanto pare era una bugia.

A precisa domanda la 22enne ha infatti ammesso: «Volevo togliermi uno sfizio. Mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un’utilitaria e non l’ho fatto. Se ho mentito sulla macchina è perché mi hanno chiusa, messo in uno sgabuzzino...».

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 12:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA