Maria Elena Boschi a Verissimo: «Vorrei dei figli con Giulio Berruti. Il matrimonio? Vedremo»

Sabato 27 Marzo 2021 di Eva Carducci
Maria Elena Boschi a Verissimo: «Vorrei dei figli con Giulio Berruti. Il matrimonio? Vedremo»

Per la prima volta nel salotto di Silvia Toffanin l'Onorevole Maria Elena Boschi si è raccontata senza remore a Verissimo: «Da bambina ho fatto la chirichetta, una delle primissime con le mie amiche a cominciare, creando anche un po' di imbarazzo a mio nonno, che all'inizio doveva abituarsi all'idea. Quell'educazione familiare la porto sempre con me. La politica è stata improvvisa e imprevista, mai avrei pensato di fare una carriera in quell'ambito, ho sempre pensato che avrei lavorato per la giustizia, questo sì, per quello ho studiato giurisprudenza e ho fatto l'avvocato. Poi ho incontrato Renzi, che ai tempi era sindaco della città, che ha portato a Firenze una rivoluzione, anche per il modo diverso di fare politica, ponendo anche un tema forte, quello del ricambio generazionale. Mi ha fatto appassionare alla politica, che poi è diventato il mio lavoro principale».

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Una carriera sfavillante iniziata però con delle critiche, che all'inizio turbavano non poco la Boschi, come ha raccontato alla Toffanin: «All'inizio è stata un po' dura, soprattutto i primi giorni, sono stata catapultata da uno studio a Firenze dove facevo l'avvocato, quindi un lavoro che mi piaceva, dove non sei tutti i giorni esposto al giudizio pubblico, magari solo dei tuoi clienti o degli avversari in tribunale, al ritrovarmi a fare la ministra con una grande curiosità e attenzione verso il nuovo governo e tutti noi. In pochi giorni mi sono trovata ad avere fotomontaggi su Internet, ripresi poi anche dai giornali con commenti sessisti e volgari. Purtroppo noi donne, non solo in questo ambito lavorativo, siamo giudicate spesso per questo motivo, per l'aspetto fisico. Poi se siamo giovani, magari anche un po' carine, pensano subito come fatto ad arrivare lì? Per loro ci deve essere sempre un uomo che ti ha fatto arrivare, chissà in quale modo. Questo è mortificante, per me per tutto il lavoro lo studio e la fatica che ho impiegato nel corso degli anni, ma anche per la famiglia che legge certi commenti magari sui social. L'unico modo era ignorare e non leggere, ma ho imparato che se c'è qualcuno che esagera lo denuncio, perché se si supera un certo limite è giusto poi che ci sia un magistrato che possa vedere se si sono violate delle leggi come la diffamazione.

Un dolore soprattutto nei confronti della sua famiglia: «Quello che mi ha fatto più male è stato quando sono andati contro la mia famiglia, perché è triste da dire perché ma siamo costretti a abituarci alle offese per il lavoro che facciamo. Ho messo in conto di espormi al giudizio pubblico quando ho scelto di fare questo lavoro, di essere valutata e criticata anche, ma voglio essere valutata per il mio lavoro non per cose esterne che non centrano niente. Per questo quando sono andate con cattiveria ad attaccare la mia famiglia ci sono rimasta malissimo. Sono state dette e scritte delle cose bruttissime su mia cognata, che in quel momento era anche incinta, hanno scritto davvero delle cose bruttissime su di lei e su quello che poteva capitare alla sua gravidanza, seguivano anche in modo un po' aggressivo il resto della mia famiglia per trovare delle informazioni, mi è dispiaciuto perché credo che a prescindere da tutto se non fossero stati legati a me non avrebbero subito questo trattamento, per così tanto tempo poi. Anche al funerale di mia nonna, c'erano i fotografi. Ha fatto male a tutta la mia famiglia, perché in un momento in cui vuoi semplicemente vivere quel dolore e piangere una persona cara che non c'è più, c'è stata questa invasione un po' gratuita».

Prosegue la Boschi: «Fortunatamente non ho così tanta paura che mi facciano del male, perché sono molto più tutelata e protetta di molte donne. Ci sono delle persone da polizia che mi seguono da anni e fanno un lavoro straordinario. Ho un'attenzione particolare da quel punto di vista, quindi sono più tranquilla di altre donne sicuramente, però è chiaro che ti cambia la quotidianità, non sei libero di andare a fare una corsa magari la mattina presto da sola o con un'amica. Ho denunciato per stalking, questa persona recentemente. Violando anche tutte le regole del covid è infatti andato in Toscana da Roma per vedere dove ero cresciuta. Ho avuto paura per la mia famiglia da questo punto di vista, perché non sai mai come può reagire una persona così o quello che può accadere. Per quello ho deciso di denunciare, come era successo in passato con altre persone. Non l'ho mai voluto raccontare prima perché sono persone che vivono in libertà e può essere anche pericoloso. Ci sono tante donne e uomini che ci guardano da casa e che magari stanno vivendo una situazione simile, per questo scelto di parlarne, perché per altre donne è più difficile denunciare, perché si sentono più sole, hanno paura di non essere credute e poi perché devono affrontare da sole un percorso che comunque è difficile. Ammiro le donne che denunciano perché so che per tante di loro ci vuole un coraggio da leonessa davvero».

Con Giulio Berruti invece rose e fiori: «Mi ha fatto emozionare quando è stato tuo ospite. Sono molto contenta penso che si veda, e poi non si può dire troppo a voce alta, perché uno per scaramanzia cerca sempre di mantenere i piedi per terra, però la testa ce l'ho un po' fra le nuvole diciamo… Siamo anche nella fase bella, siamo insieme da un po' di mesi, più o meno abbiamo cominciato a frequentarci dalla fine dello scorso lockdown, anche se negli anni ci siamo un po' incrociati e persi, perché magari non era il momento giusto, perché magari c'era qualche altra persona accanto accanto a lui, o accanto a me. Poi per lavoro spesso andava avanti e indietro dagli Stati Uniti, dopo Pasqua infatti partirà di nuovo perché deve girare un film là. Però devo dire che con il lockdown, tra le cose tremende, nel mio caso ci siamo ritrovati e frequentati».

Una Boschi inedita: «Sono un po' goffa, lui è bravissimo in tutto, smonta e rimonta, è un aggeggino. Quando ti piace una persona e sei un po' emozionata, tipo la prima volta che abbiamo cenato insieme, ho rovesciato il vino a tavola, sono caduta dalla sedia. Mi sarei sotterrata, volevo dare l'immagine di quella disinvolta, ma è stato tutto il contrario. Ma evidentemente ha funzionato. Una delle prime sere, in cui era nata questa storia fra di noi, non lo so mi è venuto spontaneo chiedergli di pregare insieme a me per tutte le persone ricoverate per Covid. Avevo anche un peso nel cuore per una persona vicina a me che stava vivendo questa cosa. Mi sentivo in sintonia con lui e gli ho chiesto di pregare insieme. Siamo entrambi sensibili e attenti agli altri. Sicuramente è bellissimo, affascinante e brillante, ma la cosa che mi ha sorpreso di più, e che mi ha colpito maggiormente, è che è una persona molto pura».

Nozze o bebè in arrivo? La risposta della Boschi: «Il sogno e il desiderio di diventare mamma c'è da sempre, Giulio viene ancora più naturale pensarci, perché anche a lui piace l'idea di avere una bella famiglia, poi siamo tutti e due pazzi dei nostri nipotini. Ogni tanto ne parliamo, vediamo, c'è tutta l'estate davanti». 

Prima il matrimonio o i figli? La domanda scomoda della Toffanin a cui la Boschi replica così: «Mi porti su un terreno difficile, mi piacerebbe sposarmi però vediamo, perché chiaramente bisogna essere in due, vedremo un po' quali saranno i passi che faremo. Credo che d'importante sia avere accanto una persona che, comunque sia, è casa per te. Spero di esserlo a mia volta, e quando hai una forte complicità di base poi tutto arriva. Tutto deve arrivare in modo spontaneo, non voglio fare progetti e mettere caselle, l'amore non vuole che gli si corra dietro, me lo diceva sempre mia nonna, e aveva ragione». 

 

 

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