Michele Merlo, il padre: «Respinto dal pronto soccorso e accusato di usare droghe». Il giallo sulla visita della guardia medica

Mercoledì 9 Giugno 2021
Michele Merlo, il padre: «Respinto dal pronto soccorso e accusato di usare droghe». Le rivelazioni sulla visita dalla guardia medica

Le indagini per far luce sulla morte di Michele Merlo continuano. Non si rassegnano i genitori del cantautore vicentino di 28 anni deceduto domenica in ospedale per leucemia fulminante. Adesso vogliono chiarezza la mamma e il papà di Mike Bird che si era recato in ospedale nei giorni precenti alla morte con sintomi sospetti. Il papà di Michele continua ad accusare chi l'avrebbe visitato e rimandato a casa all’ospedale di Vergato, dove si era recato il cantante mercoledì. «Perché mio figlio – il grido di Domenico Merlo a Il Resto del Carlino – è stato respinto dall’ospedale di Vergato e accusato di aver fatto uso di droghe». Giovedì, Merlo, è stato operato d’urgenza all’ospedale di Bologna, ma non ce l'ha fatta. Per sciogliere i noi del caso, il procuratore capo Giuseppe Amato, dopo la presentazione dell'esposto dei genitori di Michele ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di omicidio colposo, al momento senza indagati.

Le indagini

Un puzzle tutto da comporre. Il primo passo verso la ricostruzione l’hanno fatto Domenico e la moglie Katia ieri mattina depositando alla stazione Bertalia un corposo esposto dove "viene chiesto – spiega una nota della Procura – l’intervento dell’autorità giudiziaria". Dalle indiscrezioni pare che i Nas si siano già messi in moto sequestrando la cartella clinica del cantante all'ospedale Maggiore e al pronto soccorso di Vergato. «Vogliamo sapere – ribadisce il padre – quanto successo nei giorni e nelle ore precedenti al ricovero nella rianimazione del Maggiore. Verificare se vi siano stati errori e/o omissioni che abbiano determinato irreversibilmente la sorte di Michele».

 

 

L'ultimo post di Mike Bird

Dal suo ultimo post, «vorrei un tramonto ma mi esplode la gola e la testa dal male. Rimedi?», non si è trovato nessun rimedio, anzi. I sintomi sono peggiorati tanto da farlo finire al pronto soccorso di Vergato, il più vicino a casa della sua fidanzata a Luminasio di Marzabotto dove Michele si trovava in quel momento. Dal pronto soccorso viene però rimbalzato al medico di base. La prima diagnosi parla di faringite. Nessun esame nè analisi del sangue richieste e Michele viene rimandato a casa, secondo quanto detto dai genitori.

 

La difesa del medico

«Ho fatto tutto quello che dovevo fare – l’unico commento arrivato ieri dal medico di guardia contattato dal Carlino – e tutto è stato relazionato ai miei superiori». Giovedì sera le condizioni del 28enne precipitano, il 118 lo trasporta già incoscente in ospedale: un'operazione d'urgenza che a nulla è servita perchè domenica Michele Merlo ha smesso di vivere. L’Ausl apre immediatamente un Audit aziendale per "ricostruire puntualmente" l’accaduto, a partire dal "primo accesso a Vergato" e fino al "soccorso in emergenza avvenuto il giorno successivo". «A Vergato – grida il padre – lo hanno liquidato dicendo che intasava il Pronto soccorso, hanno sottovalutato le sue condizioni».

 

 

 

 

Le parole della fidanzata

Lo saluta così Luna, la fidanzata: «Grazie, grazie di tutto, per sempre nel mio cuore. Il destino ci ha fatti incontrare e come per magia ci ha fatto vivere momenti di amore puro, di gioia immensa in piccoli momenti e gesti, quelli che tanto amavamo. Ti ringrazio infinitamente per avermi fatto credere in me stessa e nell’amore. Non so quando e se sarò pronta a rituffarmi in questo mondo, ma ci riuscirò, te lo prometto cuore mio, perché la forza che mi hai dato tu nessun altro mai riuscirà a darmela. Vivrò a pieno la vita per me e per te, sarai sempre in tutti i miei momenti e pensieri. Ora smetti di sognare e vola tra le stelle e tuffati dentro al mare».

 

Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 12:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA