Monica Bellucci: «Il David mi emoziona, io sono italiana nel Dna»

Venerdì 7 Maggio 2021 di Gloria Satta
Monica Bellucci: «Il David mi emoziona, io sono italiana nel Dna»

«Anche se il mio percorso mi ha portato all'incontro di culture ed esperienze artistiche diverse, nel mio cuore mi sento sempre e solo italiana». Così, a caldo, Monica Bellucci, star del cinema e icona globale di bellezza, commenta la notizia che riceverà il David di Donatello alla carriera martedi 11 maggio, nel corso della cerimonia dei premi trasmessa in diretta su Rai1 e condotta da Carlo Conti. «Ringrazio l'Accademia del Cinema Italiano e la presidente Piera Detassis per questo David. Riceverlo mi riempie di emozione perché ho un grande rispetto per il nostro cinema che è sempre stato e continua ad essere fonte di ispirazione per il cinema mondiale».

 

Dalla natìa Città di Castello a Hollywood passando per la Francia, i Balcani, l'Australia, diretta da registi come Giuseppe Tornatore, Francis Coppola, Emir Kusturica, Gabriele Muccino, Alice Rohrwacher, Mel Gibson, Claude Lelouch, Spike Lee, David Lynch, Marco Tullio Giordana, nei suoi 56 anni sfolgoranti Monica ha costruito una carriera internazionale all'insegna di un'audacia non comune che l'ha portata a rimettersi sempre in gioco: è stata Cleopatra e Bond Girl, Maria Maddalena e vittima di uno stupro, sex symbol e moglie infelice, figlia devota e diva fascista, fatina e strega, perfino la reincarnazione di Anita Ekberg (nel film The Girl in the Fountain) e la Madonna nella serie Il miracolo di Niccolò Ammaniti. Ha attraversato commedie e drammi, action-movie e fiabe, noir e bio-pic, serie cult come Chiami il mio agente e saghe di successo come Matrix. La notizia del David ha raggiunto l'attrice a Roma sul set del film settecentesco di Paola Randi La Befana vien di notte 2 - Le origini in cui Monica ha il ruolo di una strega buona chiamata Dolores, dolce e potentissima, dedita ad aiutare i bambini, in particolare una ragazzina di strada sempre a caccia di guai (l'influencer Zoe Massenti). «È il mio primo film per bambini e mi diverto moltissimo», ha dichiarato Monica che nel film sfoggia rughe e capelli grigi: «Sopporto ancora i segni del tempo sul mio viso e non mi sono ritoccata», ha spiegato di recente, «sono felice che per noi attrici over 50 le possibilità di lavorare siano ormai sempre più numerose».

 


GLI ESORDI E MALÈNA
Per diventare una star, Bellucci ha dovuto lasciare l'Italia e farsi strada in Francia. Dopo aver girato a Parigi L'appartamento, film galeotto che le avrebbe fatto incontrare Vincent Cassel, suo marito fino al 2013 e padre delle sue figlie Deva, 16 anni, e Léonie, 11, Monica è entrata nello star system internazionale diventando il simbolo della bellezza mediterranea nel mondo. Una funzione consolidata dal film Malèna di Tornatore. L'Italia, del resto, non è mai uscita dal suo orizzonte di attrice cosmopolita, votante dell'Academy: Bellucci è stata appena diretta da Paolo Virzì in Siccità, una commedia «beffarda e tragica» ambientata in una Roma dove non piove da tre anni. Italiana di nascita, francese di adozione con residenza a Parigi, Monica non smette di girare il mondo. Protagonista della serie Radical Eye-The Life and Times of Tina Modotti nei panni della leggendaria fotografa e attivista, l'attrice ha girato Les Fantasmes accanto a Carole Bouquet, l'action-thriller Memory di Martin Campbell interpretato anche da Liam Neeson, Armi chimiche al fianco di Ben Kingsley. Ed era all'Oscar con The man Who Sold his Skin diretto dalla regista tunisina Ben Hania.


LA FIGLIA DEVA
Donna forte e indipendente, Monica incarna un femminismo giudizioso, nemico dei conformismi e delle esasperazioni politicamente corrette: «Gli uomini non sono i nostri avversari», è la sua convinzione, «io cerco la comunicazione con l'altro sesso». Ha iniziato a lavorare giovanissima, transitando dalla moda prima di avere successo nel cinema: un po' lo stesso percorso che sta facendo la bellissima figlia Deva. Dopo Cassel, amato per 18 anni, la vita sentimentale dell'attrice è sempre stata all'insegna del massimo riserbo: archiviata la storia con il gallerista francese Nicolas Lefebvre, dice di avere un nuovo amore ma beato chi ne conosce il nome. «Nessuna, più di chi fa il mio mestiere, sa quanto sia difficile mantenere l'equilibrio tra lavoro e vita privata», sorride sorniona. «Ma ci ha vendicate Richard Burton che un giorno ha detto: un'attrice è più di una donna mentre un attore è meno di un uomo».
Intanto il David registra una polemica: il regista Gabriele Muccino, che già aveva polemizzato perché il suo film Gli anni più belli non era entrato in finale né come Miglior Film né come Miglior Regia, ha annunciato via Twitter: «Sono uscito dalla giuria dei David, non mi riconosco nei criteri di selezione. Non mi presenterò più nelle categorie di Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura, in futuro».

Ultimo aggiornamento: 18:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA