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SILVIO BERLUSCONI

Noemi Letizia e la maxi richiesta di danni: «I guai iniziati con Silvio Berlusconi, ora basta fango su di me»

Domenica 3 Aprile 2022 di Maria Chiara Aulisio
La verità di Noemi Letizia: «I guai iniziati con Silvio, ora basta fango su di me»

«Ero solo un’adolescente quando mi sono ritrovata al centro di uno scandalo di dimensioni nazionali, costretta a fare i conti con una storia troppo grande per la mia età. Un’età in cui c’è poca consapevolezza e non sai se quello che stai facendo è giusto o sbagliato. Lo fai e basta e alle conseguenze non ci pensi proprio». Noemi Letizia, quella delle “cene eleganti” a Villa Certosa, protagonista del “Casoriagate” - quando nel 2009 l’allora premier Berlusconi arrivò a sorpresa alla sua festa dei 18 anni in un locale sulla circumvallazione - ha appena citato in giudizio un centinaio di persone.

Noemi Letizia chiede i danni (da Sorrentino a Fabri Fibra): «Guai a chiamarmi papi girl»

«I guai iniziati con Silvio, ora basta fango su di me»

La ex “ragazza” di Portici - e da oggi in poi guai a chiamarla “Papi girl” - stavolta l’ha sparata grossa. Si è affidata a un noto studio di avvocati napoletani e ha fatto partire una raffica di richieste di risarcimento danni che dopo il tentativo di mediazione saranno al vaglio della magistratura: dal regista Paolo Sorrentino al rapper Fabri Fibra, per citare i nomi più noti, insieme con un gran numero di giornalisti, opinionisti e semplici fruitori del web “responsabili”, a vario titolo, di averla “insultata, offesa e strumentalizzata”.

 

Ma non sarà un’azione un po’ tardiva? Dai tempi delle feste in Sardegna - e dal polverone che si sollevò quando Silvio Berlusconi spuntò a Casoria - sono passati molti anni.
«Vero. Dovevo pensarci prima».

Perché non lo ha fatto?
«Le ragioni sono diverse». 

Ne dica una.
«Speravo che con il tempo sarei stata dimenticata. Non è andata così. In questi anni c’è sempre stata qualche buona ragione per gettare fango su di me in maniera gratuita e ingiustificata». 

E però continuava a stare zitta.
«Confermo: a fatica ma sono rimasta in silenzio. Mi ero anche sposata nel frattempo, avevo avuto due bambini e rispondere alle ingiurie avrebbe significato tirar fuori ancora una volta vecchie storie che cercavo solo di rimuovere». 

Oggi invece lo ha fatto: che cosa è cambiato?
«Che i figli sono diventati quattro, il quarto a dire il vero sta per nascere. E se prima i bambini rappresentavano un freno oggi invece sento che questa battaglia la devo soprattutto a loro. Mi sono resa conto che non sarei riuscita a proteggerli continuando a mettere la testa sotto la sabbia, ma solo facendo venire fuori la verità».

E qual è la verità?
«Quella di una adolescente alla quale gli adulti, e la cosiddetta società, hanno distrutto la vita. Sono stata colpevolizzata e manipolata, additata e insultata mentre chi avrebbe dovuto difendermi continuava a decidere al mio posto. Per anni ho subito vere e proprie violenze psicologiche e oggi sono messa peggio di prima».

In che senso è messa peggio di prima?
«Non mi sento bene: moralmente e fisicamente. Sono affidata a specialisti che stanno cercando di rimettere insieme i pezzi dell’adolescenza che mi è mancata ma non è facile. 

Quando parla di “adulti” che le hanno distrutto la vita il riferimento è a Berlusconi? 
«È chiaro che tutto ha avuto inizio frequentando Silvio. Se devo risalire alle origini del mio malessere non posso prescindere dai giorni passati in Sardegna, a Villa Certosa, e dall’uragano che subito dopo si abbattuto su di me».

Ma allora perché se la prende con Sorrentino, Fabri Fibra e decine di giornalisti che hanno fatto il loro mestiere?
«Una domanda vorrei farla io, a tutti. È giusto accanirsi sulla vita di chi ancora minorenne ha subito abusi e lesioni di qualsivoglia natura? È possibile etichettare una ragazzina come una poco di buono, e sto usando un eufemismo, solo perché finita in un tunnel dal quale non riusciva a venir fuori? Secondo me no, non è giusto. Altro che privacy e buon senso: ognuno mi ha massacrata per perseguire il proprio tornaconto».

Da qui le cento richieste di risarcimento del danno?
«Voglio che siano i magistrati a stabilire chi ha torto e chi ha ragione. Oggi più che mai: aspetto un bambino e avverto con maggiore forza problemi di salute collegati a tutto ciò che subito».

Che cosa ha subito?
«Andate su Google, inserite il mio nome e guardate che munnezza gratuita viene fuori. Ho sbagliato? Non lo so, probabilmente sì ma avevo appena 17 anni e non meritavo il fango e lo schifo che mi hanno riversato addosso per anni. È giusto che un rapper mi sbatta in una canzone che si intitola “Escort” dove dice “Ho sognato di condurre Striscia la Notizia con Noemi Letizia fatta a pezzi in una borsa di Krizia. Davo il culo per un posto in tv o un pezzo di pizza”». 

Parla del testo di Fabri Fibra?
«Quello, certo. Quando la sentiranno i miei figli, perché potete essere sicuri che la ascolteranno, come gliela spiego? Almeno potrò dirgli che sono incazzata, ho riacquistato la lucidità e l’ho denunciato, non basterà ma è una risposta». 

Al netto degli insulti: come poteva pensare che Berlusconi premier che partecipa alla sua festa di 18 anni, a Casoria, non avrebbe alzato un polverone? E come poteva immaginare che la sua presenza, da minorenne, alle “cene eleganti” di Villa Certosa finisse inosservata? 
«Ora non voglio farmi passare per una santa che non sono e nemmeno per un’ingenua, ma il punto è sempre lo stesso: quando tutto ha avuto inizio ero poco più di una bambina che all’improvviso si è ritrovata in un mondo “magico” e, soprattutto a quell’età, irresistibile. Lo ammetto: non sono stata capace di discernere e difendermi. Ma comincio adesso». 
 

Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 07:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA