Ora legale, domenica sarà l'ultima? L'Ue vuole cancellarla (ma l'Italia no)

Giovedì 25 Marzo 2021
Ora legale, domenica sarà l'ultima? L'Ue vuole cancellarla (ma l'Italia no)

Come se la pandemia non ci avesse sconvolto già abbastanza, fra qualche giorno ritorna l'ora legale. Un'ora in più di luce, che scatterà la notte tra sabato e domenica prossimi. Alle 2 le lancette dell'orologio dovranno essere spostate - i dispositivi digitali lo faranno automaticamente - in avanti di 60 minuti. Ma questa potrebbe essere l'ultima volta, visto che l'Europa vuole cancellarla (ma l'Italia è contraria). La decisione, che doveva essere presa nel 2020, è slittata a data da destinarsi, causa Covid.
E con il cambio d'ora, che ogni anno si annuncia come se fosse l'ultimo, ritornano una serie di disturbi fastidiosi. Solo che quest'anno, il secondo della pandemia, potrebbero essere più pesante del solito. «Rispetto agli anni passati, ora siamo più stanchi e stressati, provati dagli effetti dell'emergenza Covid-19», conferma Eleonora Iacobelli psicoterapeuta presidente dell'Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap) e responsabile Trainer Bioequilibrium. «Per molti, infatti, adattarsi al cambio d'ora potrà essere più difficile sia per quanto riguarda il sonno, sia per quanto riguarda il cambiamento delle abitudini che la bella stagione porta con sé», spiega l'esperta. «La deprivazione di sonno, conseguenza del cambio di orario, può comportare - dice - un aumento del rilascio di cortisolo e, soprattutto per alcuni, anche un cambiamento al livello umorale, aumentando l'irritabilità. In un momento di grande frustrazione come quello che stiamo vivendo, inoltre, non sorprenderebbe un aumento di stati ansiosi e/o depressivi».


L'OBIETTIVO
L'obiettivo prioritario è quindi preservare la qualità del sonno. «Non sarà facile, visto che da quando è scoppiata la pandemia gli italiani con disturbi del sonno sono aumentati del 40 per cento», dice Iacobelli. «Difficoltà ad addormentarsi, frequenti e prolungati risvegli notturni e difficoltà a riaddormentarsi sono alcuni dei sintomi più comuni - continua - che possono acuirsi i primi giorni dopo il passaggio all'ora legale. Questo può compromettere le normali abitudini di vita, causando un senso di malessere generale, maggiore affaticabilità e irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione, mal di testa, sintomi gastrointestinali, formicolii e stati tensivi». La buona notizia è che si può giocare d'anticipo e mettere in atto una serie di comportamenti virtuosi, oltre che ricorrere a una serie di rimedi naturali. «Già da oggi è consigliabile andare un po' prima a letto e anticipare il risveglio in modo da non dover stravolgere i propri ritmi in una notte sola», raccomanda Iacobelli. «In generale conviene mantenere una routine fissa per andare a dormire e svegliarsi. In tal modo - continua - il nostro orologio biologico si abituerà preparando il nostro corpo a quando è il momento di rilassarsi e quando ci si deve attivare per affrontare la giornata». Per dormire bene bisogna fare attenzione anche a tavola. «Bisogna cercare di mantenersi leggeri e mangiare almeno 2-3 ore prima di coricarsi, giusto il tempo di digerire al meglio», consiglia Iacobelli. «Inoltre, meglio evitare cibi grassi e/o speziati che potrebbero disturbare il sonno», aggiunge. Per favorire l'addormentamento, Iacobelli raccomanda di fare attività fisica o anche un bagno caldo almeno 2-3 ore prima di andare a letto. «Alcuni studi hanno dimostrato che il repentino abbassamento della temperatura corporea che si ha quando si terminano queste attività favorirebbero il sonno profondo», spiega. Si può ricorrere anche a rimedi naturali, come tisane e integratori, che promuovono il rilassamento. «Melatonina, passiflora, valeriana, tiglio, luppolo, escolzia, salice e magnesio», suggerisce Iacobelli. «Ma ci sono anche integratori o specifici alimenti in grado di attivare i cosiddetti geni della longevità, che stimolano la produzione di proteine chiamate sirtuine che, tra gli effetti, favoriscono il sonno», aggiunge.


L'ULTIMA VOLTA
Per alcuni paesi dell'Unione Europea questo potrebbe essere l'ultimo cambio d'ora. La Commissione europea ha infatti deliberato per l'abrogazione. La decisione definitiva era attesa nel 2020 ma, con l'emergenza coronavirus in corso, non se ne è più parlato e la faccenda è slittata a data da destinarsi. Tuttavia, l'Italia potrebbe continuare a mantenere questo regime. Spetta infatti ai singoli Paesi decidere quale fuso orario adottare. E il nostro paese ha fatto richiesta di rimanere nel regime del doppio orario attualmente in vigore.

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