Aldo Spinelli, i favori agli amici: «Parlo con Toti, ci penso io». Le analisi su telefoni e pc del presidente

Le promesse dell'imprenditore genovese per sbloccare i permessi tramite la Regione

Aldo Spinelli, i favori agli amici: «Parlo con Toti, ci penso io». Le analisi su telefoni e pc del presidente
Aldo Spinelli, i favori agli amici: «Parlo con Toti, ci penso io». Le analisi su telefoni e pc del presidente
di Claudia Guasco
Martedì 21 Maggio 2024, 06:34
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Aldo Spinelli sempre in cerca di nuovi spazi per la sua attività al porto, ma anche pronto a intercedere per un imprenditore amico presso il governatore Giovanni Toti. L'iperattivismo dell'uomo d'affari, tra i dieci destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Genova sui presunti finanziamenti illeciti in cambio di concessioni, stando agli atti emergerebbe nell'impegno profuso per sé ma anche per altri, sempre con un tornaconto personale. Promettendo che avrebbe risolto rapidamente un problema di permessi bussando direttamente alla porta dell'ufficio del presidente della Regione Liguria.

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Burocrazia

Il 27 gennaio 2022 Aldo e Roberto Spinelli, padre e figlio, vengono intercettati a bordo del loro yacht "Leila 2" e dalle conversazioni captate gli investigatori apprendono che a pranzo sarebbe salito a bordo un amico svizzero, a capo di un'attività nel settore di gestione rifiuti e produzione di energia elettrica.

E acquirente, tra l'altro, di un costoso appartamento rientrante nel progetto immobiliare Punta dell'Olmo, la cui spiaggia Spinelli voleva trasformare da pubblica a privata facendo sempre leva sul governatore. L'imprenditore svizzero viene subito al sodo: lamenta difficoltà burocratiche per l'esportazione di rifiuti industriali e le lungaggini delle procedure. Spinelli, emerge dalle carte, entra subito in azione e chiede «con insistenza e a più riprese», annota la guardia di finanza, di fargli avere il nominativo del funzionario della Regione preposto alle pratiche, «vantandosi della facoltà di poter intervenire e risolvere prontamente» l'intoppo. E assicura: «Se manca solo la Regione, la sbrighiamo subito. Perché se si tratta di Regione, problemi non ne abbiamo». Spinelli non si farebbe carico del caso solo per amicizia, poiché stava per concludere un accordo esclusivo per l'esportazione dei rifiuti speciali. Così il giorno dopo ne parla al bar anche con il presidente dell'Autorità portuale Paolo Emilio Signorini e illustra il piano: «Abbiamo un progetto per 200 mila tonnellate di plastica. Manca un parere stupido della Regione. Il Comune lo ha già dato e tutto, adesso quando arriva Toti, vado io da lui». Per gli investigatori è plausibile che Spinelli «possa sfruttare quale occasione per portare a compimento i propri intenti» il possibile incontro chiesto dal governatore nella telefonata del 9 febbraio, quando alla luce degli esiti positivi della visita dell'allora premier Mario Draghi a Genova proponeva di festeggiare il successo sul "Leila 2". «Sei contento che t'ho portato Draghi e ti ha detto che ti fa la diga», commentava Toti. E Spinelli: «Guarda, sono veramente non felice, ma di più, perché immagino che quello sia un colpo veramente eccezionale, che hai fatto. Adesso mi devi far fare Cavaliere della Repubblica». Replica Toti: «Eh... questo dipende dal presidente Mattarella». Per Spinelli è un'onorificenza più che legittima: «Vabè, Mattarella. Sono settant'anni che lavoro, se non me lo merito io...».

 

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Il verbale

Tra le concessioni sulle quali Spinelli, stando alle indagini, avrebbe esercitato pressioni c'è il terminal Rinfuse. Nelle prossime ore verrà sentito, come persona informata dei fatti, l'avvocato Andrea La Mattina, referente della Regione nel comitato portuale che prima si oppose e poi votò a favore della proroga trentennale. Nella caserma della guardia di finanza, in questi giorni, sono state ascoltate 14 persone, tra cui i vertici della società che fece i colloqui di lavoro a elettori della comunità riesina che appoggiarono il partito di Toti alle elezioni del 2020. Mentre la scorsa settimana è stata effettuata la copia forense di cellulari, tablet e computer del governatore. «È un fatto dal quale non può emergere nulla - afferma il suo avvocato Stefano Savi - Siamo così tranquilli che non ci siamo presentati, visto che non c'era niente da controllare. È la linea che adotteremo in merito a tutto ciò che i pm vorranno vedere, reperire o estrarre da strumenti informatici: aderiremo alle richieste, perché abbiamo la massima serenità che nulla di pregiudizievole possa emergere». Ancora da risolvere il giallo del verbale dell'interrogatorio di Roberto Spinelli, con l'incognita della parola «leciti» o «illeciti» in merito ai finanziamenti erogati dall'uomo d'affari. Il gip ha chiesto alla Procura di esprimere un parere, i pm ascolteranno la registrazione audio dell'interrogatorio e forniranno una valutazione.
 

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