A Nisida la Summer school sui beni confiscati

di Stefano D’Alfonso*

Anche quest’anno a Napoli, nello splendido scenario dell’isola di Nisida, luogo di bellezza, sofferenza, impegno e speranza, si è svolta la Summer school “Luoghi di legalità. Modelli e pratiche di innovazione sostenibile”. Tema centrale i “beni confiscati”, intesi soprattutto come luoghi di legalità liberati dalle mafie e da rigenerare in una prospettiva di sviluppo sostenibile.

La questione è stata trattata da un punto di vista teorico ed esperenziale, con visite in luoghi liberati dalla camorra e non solo: così il Centro Sociale Oasi di Carmela Manco a San Giovanni a Teduccio, realtà che dimostra da anni come attraverso la concretezza delle azioni quotidiane i giovani e le famiglie possono essere affiancati attraverso attività di doposcuola, formazione, sport, lettura e teatro.

Il programma dei lavori della Summer school ha avuto come riferimento l’idea di dare ai discenti una prospettiva allargata di trattazione delle mafie, nella consapevolezza che ogni azione di contrasto necessiti: di una visione e un agire sistematico, sia esso istituzionale (magistratura, forze dell’ordine, legislatore, politica, ordini professionali, imprenditori, movimenti) o movimentista (associazioni, cittadini, chiesa); della conoscenza e sensibilizzazione ad altri temi, tra i quali si è deciso di approfondire: la violenza mafiosa, dalla prospettiva sociologica e di amministrazione della giustizia minorile; l’attività giornalistica di inchiesta, raccontata da professionisti concretamente impegnati nell’emersione della verità, anche a rischio della propria incolumità; la ricostruzione del fenomeno mafioso attraverso i prodotti audiovisivi e conseguenti riflessi nell’immaginario collettivo, ma anche l’utilizzo dei social network, in particolare nei contesti giovanili; il ruolo dell’università attraverso l’insegnamento e la ricerca, in costante dialogo con il territorio, i movimenti, le istituzioni.

Ma il vero valore aggiunto che si auspica vi sia sempre in iniziative come questa lo si ritrova soprattutto nel modo in cui l’evento viene vissuto dai partecipanti. Anche quest’anno l’interesse manifestato e la passione che si percepiva nelle aule, nello splendido scenario paesaggistico di Nisida e nei luoghi di legalità visitati hanno permesso il successo della Summer school. Ciò è testimoniato da quell’aria di comunità che respiri quando, come in questo caso, i singoli discenti si trasformano in gruppo.

L’iniziativa è stata ospitata dal Centro Europeo di Studi del Dipartimento di Giustizia Minorile (Ceus), voluta dal Laboratorio interdisciplinare di ricerca su mafie e corruzione del Dipartimento di scienze sociali dell’Università Federico II di Napoli, da Libera e Fondazione Pol.i.s. in collaborazione con il Dipartimento di scienze politiche sociali della comunicazione dell’Università di Salerno e il Centro di Ricerca RES Incorrupta della Facoltà di Giurisprudenza.

* Laboratorio interdisciplinare di ricerca su mafie e corruzione, Dipartimento di scienze sociali, Università Federico II

 
Lunedì 15 Ottobre 2018, 10:35
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