«Racconto il bimbo Giancarlo Siani
per insegnare l'integrità ai piccoli»

di Angela Mallardo *

Chi fa il mio lavoro sa che i bambini sono delle creature speciali, in grado di cogliere le sfumature dei fatti che li circondano. Ma ci sono degli argomenti difficili da capire anche spiegandoli con semplicità. La morte, la camorra, le mafie sono parole dure, ignobili, evocative di orrore e di paura. Dal 1991 svolgo il mio lavoro di docente nel Comune di Mugnano di Napoli e vivo nel confinante Comune di Marano di Napoli. Territori di malessere ma anche di impegno e di riscatto da parte di tante forze sane e combattive della cittadinanza. Nel 1995 decidemmo di intitolare la nostra scuola a Giancarlo Siani perché il suo profilo di giovane cronista difensore della verità potesse essere un luminoso esempio di integrità per le generazioni di giovani che si sarebbero avvicendati tra le sue mura. Siamo stati tra i primi a compiere questa scelta per affermare, in quanto scuola, la nostra identità di presidio culturale a tutela della legalità e della cittadinanza consapevole. Ogni anno a settembre in occasione degli anniversari della nascita e della morte di Giancarlo, ma anche il 21 marzo per la Giornata nazionale dell’impegno e della memoria delle vittime innocenti della criminalità, abbiamo provato a spiegare anche ai più piccoli chi fosse il giornalista al quale era intitolata la nostra scuola. Le difficoltà incontrate mi hanno convinta che forse sarebbe stato meglio narrare ai bambini la storia di Giancarlo partendo da quando era bambino. E da questa idea, grazie alla disponibilità di Paolo Siani che ha compiuto con me un percorso a ritroso nella vita di Giancarlo, è nato questo racconto che svela aspetti inediti della sua storia perché legati all’infanzia, all’adolescenza e alla giovinezza del bambino che, diventato un giovane cronista, ha pagato con la vita la sua scelta di legalità, ma proprio per questo, lui vivrà per sempre, nella memoria di chi ha la sensibilità di accogliere la sua storia.

Una sensibilità che va coltivata sin dalla più tenera età, come va coltivata la capacità di discernimento tra il bene e il male, tra ciò che è corretto fare e ciò che non lo è per diventare cittadini competenti e coscienti del proprio ruolo sociale. E di queste cure siamo responsabili noi adulti di riferimento, con il nostro impegno e soprattutto con il nostro esempio. In questo libro è applicata proprio la pedagogia dell’esempio e non quella delle prescrizioni perché i bambini sono abili giudici dei propri interlocutori, sono in grado di distinguere la sincerità dalla faziosità e agiscono di conseguenza.

Nel libro è lo stesso Giancarlo a rivolgersi ai giovani lettori con un linguaggio sincero e amichevole, per condividere con loro gli aspetti più salienti della sua crescita, dalla nascita fino all’attualità, trasformando l’episodio della tragica morte che avrebbe dovuto zittire le sue scomode verità in una cassa di risonanza della sua voce libera e coraggiosa. L’appendice che contiene dei suggerimenti per approfondire i temi trattati e per riflettere sui contenuti, rappresenta, poi, un’opportunità per sedimentare la storia narrata attraverso i nuclei tematici della famiglia, il gioco, la scuola, il tempo libero, il carattere, il giornalismo, la Méhari e le pillole di legalità. Un percorso di lettura come esercizio di pensiero ma anche di applicazione creativa mediato da un “peer tutoring” virtuale in cui ciascun bambino rielabora e rappresenta le idee che lo stesso Giancarlo, bambino tra bambini, suggerisce.

* autrice del libro “Giancarlo Siani, il bambino che vivrà per sempre” (Trapani 2018, Buk Buk Editore)
Lunedì 19 Novembre 2018, 06:00
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