Carabiniere pestato a Castellammare, don Palmese (Polis): «Dalla violenza ci si salva da bambini»

Martedì 4 Agosto 2020 di Don Tonino Palmese*

Nei giorni in cui l’incresciosa vicenda di Piacenza ha collocato negativamente alcuni rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri alla ribalta delle cronache nazionali, una riflessione va invece fatta sui tanti che, con grande abnegazione e spirito di sacrificio, sono quotidianamente impegnati a difendere la sicurezza dei nostri territori, a rischio e pericolo della loro stessa vita.

E’ ancora forte l’eco per l’omicidio a Capodichino dell’agente Pasquale Apicella, rispetto alla cui famiglia la Fondazione Polis sta mettendo in campo una serie di azioni che vanno dal versante del diritto allo studio all’assistenza psicologica e legale. Nello stesso tempo, la cronaca cittadina e metropolitana ci pone continuamente di fronte a situazioni difficili, in cui l’attività e l’incolumità dei rappresentanti delle nostre forze dell’ordine viene messa a dura prova.

Ne è testimonianza il recente episodio di Castellammare di Stabia, in cui un carabiniere fuori servizio, in compagnia di moglie e figlio, intervenuto per sedare una lite nella cosiddetta “movida”, è stato brutalmente pestato da un branco. Un episodio come tanti, si dirà, purtroppo, ma che in realtà ripropone due temi particolarmente significativi, a Napoli come nella sua area metropolitana: il senso del dovere, sottolineato dal comandante provinciale Canio Giuseppe La Gala, che contraddistingue i carabinieri nella nostra difficile realtà; la ribellione alle regole, che diventa violenza, di una parte dei nostri giovani.

E allora diventano indifferibili due azioni: rinnovare il più profondo senso di gratitudine nei confronti di chi interpreta con profondo spirito di servizio e senso di sacrificio il proprio lavoro, mettendo a rischio la sua stessa vita; l’esigenza di intervenire sui giovani, mostrando loro che un’alternativa alla (non)logica del branco è possibile.

Bene ha fatto il procuratore generale Luigi Riello a sottolineare, in un’intervista al “Mattino”, che occorre una bonifica culturale, che vada ad incidere su più livelli. Bene ha fatto a denunciare un’aggressività diffusa nei confronti delle istituzioni, come testimoniato anche dall’episodio del concerto abusivo di Pianura. Condividiamo appieno sia l’individuazione del problema che la necessità di agire.

Per questo, anche sollecitata dall’esempio trasmesso da tanti familiari di vittime innocenti della criminalità in termini di giustizia riparativa, la Fondazione Polis ha voluto aprire un segmento di intervento espressamente dedicato all’infanzia precoce. La scienza e i dati empirici dimostrano che intervenire tempestivamente sui bambini e sulle loro famiglie, soprattutto in contesti territoriali maggiormente segnati dal degrado, cambia le traiettorie di vita, offrendo alternative a persone altrimenti inevitabilmente condannate alla delinquenza. Ci conforta molto, in tal senso, l’approvazione unanime del Consiglio regionale della legge che istituisce una capillare rete di punti lettura per bambini su tutto il territorio campano, elevando a dignità normativa una significativa esperienza di prevenzione e legalità promossa dalla nostra Fondazione a partire dal 2016. Ora occorre un ultimo passo: mettere in campo dei veri e propri progetti di adozione sociale a beneficio dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, e dei minori in particolare. Dare un senso all’impegno e alla testimonianza dei familiari delle vittime significa anche questo: fare in modo che quanto accaduto loro non accada ad altri, fare in modo che quel terribile dolore non si rinnovi, fare in modo che le ferite mai chiuse non debbano riaprirsi ancora per piangere il sacrificio di un agente morto nell’assolvimento del proprio dovere o rimasto gravemente ferito semplicemente perché un branco mal educato ai valori della vita non sa, non può o non vuole conoscere le alternative alla violenza e alla sopraffazione.

Questo è il senso dell’investimento sull’infanzia e dell’adozione sociale. Noi ci proviamo.

*Presidente Fondazione Polis

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