Vittime innocenti della criminalità| Ciro Rossetti, ucciso da un proiettile vagante

Lunedì 19 Ottobre 2015, 09:54 - Ultimo agg. 10:26
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Ciro Rossetti, 31 anni, operaio presso l'Alfasud di Pomigliano d'Arco, l'11 ottobre 1980 si trova a casa della madre a San Giovanni a Teduccio per seguire alla tv la partita di calcio tra Italia e Lussemburgo. Poco dopo il primo gol della nostra nazionale, Ciro sente dei botti provenire dall'esterno dell'abitazione. Esce sull'uscio, convinto che qualcuno sta festeggiando il parziale vantaggio. Non è così. E' in corso un agguato di camorra, che ha come obiettivo un noto boss della zona.



Ciro viene colpito da un proiettile all'occhio sinistro. Muore poco dopo presso l'ospedale Loreto Mare. Ciro Rossetti era sposato con mia sorella Antonietta e padre di due bambini, Gennaro di quattro anni e Cristina di uno. Si guadagnava da vivere onestamente. Era l’unico sostentamento economico per i suoi cari.



Lasciare all'improvviso una famiglia, per giunta con figli in tenera età e a causa di un atto criminale così violento, ingiusto, inspiegabile, genera un senso di vuoto, di smarrimento totale. Ed è proprio per cercare di attutire il dramma della solitudine che noi familiari delle vittime innocenti della criminalità ci siamo riuniti in un coordinamento e la Regione Campania ha voluto istituire la Fondazione Polis.



La tragica vicenda di mio cognato e di tutti i 338 innocenti uccisi dalla violenza criminale in Campania mi ha portato ad impegnarmi nell'intricato e complesso panorama normativo relativo alle vittime di reato. Il frutto di questo lungo lavoro è il volume “Vittime innocenti della criminalità. Tutela giuridica e misure di sostegno”, prima raccolta ragionata e commentata delle disposizioni normative varate dal 1970 ad oggi a tutela delle vittime della criminalità organizzata, del terrorismo e del dovere, che ho curato insieme all'avvocato Emilio Tucci.



La genesi di questo libro è legata alla mia lunga esperienza in materia di aiuto ai familiari delle vittime, durante la quale mi sono imbattuto in numerose e variegate criticità. Procediamo in rapida sintesi. In media occorrono 5 anni di tempo tra la domanda di riconoscimento dello status di vittima innocente della criminalità e il conseguimento di questo stesso status, un'eternità. E' necessario inoltre accertare i requisiti soggettivi della vittima, dei suoi familiari e degli affini fino al quarto grado di parentela. In pratica, se una persona della cerchia familiare fino al quarto grado, che a volte neanche si conosce, ha avuto a che fare con organizzazioni criminali ovvero è stata implicata in episodi criminali di qualsiasi natura, non è possibile ottenere il riconoscimento dello status di vittima innocente.



Al riguardo, abbiamo presentato alle Camere del Parlamento italiano una proposta di legge, per restringere il campo di applicazione dell'accertamento dei suddetti requisiti al secondo grado di parentela e affinità. E ancora, la legge prevede per le amministrazioni pubbliche delle percentuali obbligatorie di assunzione per chiamata diretta dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, normativa questa quasi completamente disattesa. Un grave vulnus, come insegna proprio l'esperienza di mia sorella e di altri familiari di vittime che hanno perso l'unica fonte di reddito (penso ai casi di Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo, di Antonietta Sica, vedova di Andrea Nollino, per citarne alcuni).



E poi c'è l'aspetto più grave: al momento l'ordinamento giuridico non riconosce alcuna forma di tutela per le vittime della cosiddetta “criminalità comune”, distinguendo quindi tra vittime di serie A e vittime di serie B. Nel nostro Paese si è soliti legiferare sulla base dell'onda emotiva generata dalle grandi stragi. Per questo motivo, esiste una normativa che tutela le vittime del terrorismo e le vittime della criminalità organizzata (ferme restando tutte le criticità già esaminate), oltre agli innocenti uccisi durante l'assolvimento del proprio dovere. Eppure, una direttiva europea, la 2004/80/CE, obbliga tutti gli Stati membri a disciplinare la tutela giuridica delle vittime di ogni forma di reato intenzionale violento.



Ma il nostro Paese risulta inspiegabilmente inadempiente. Proprio per superare questa ingiusta e pericolosa contrapposizione tra vittime, che fa quasi dipendere la dignità di esse dalla mano omicida, abbiamo elaborato una proposta di legge, sottoscritta da 30 parlamentari e attualmente al vaglio delle Camere, che prevede tra l'altro l'istituzione di un fondo di solidarietà a beneficio delle vittime dei reati intenzionali violenti, arricchito dai proventi delle confische ai mafiosi, oltre ad estendere a tutte le vittime la normativa relativa all'assunzione per chiamata diretta. Siamo in attesa di risposte concrete e celeri.



Vanno bene i cortei, le fiaccolate, le medaglie al valor civile. Ma, per far sì che il sacrificio dei nostri cari non risulti vano, occorre che lo Stato faccia realmente “memoria” delle sue vittime, provvedendo all'assunzione dei familiari superstiti negli organici della Pubblica Amministrazione, semplificando le problematiche che si frappongono ad una reale tutela giuridica degli stessi familiari e, soprattutto, garantendo la pari dignità tra tutti gli innocenti uccisi dalla violenza criminale. Esiste forse una differenza “culturale” tra un omicidio compiuto da un affiliato alla camorra e un delitto messo in atto da un bullo “cresciuto” nel culto della violenza e della sopraffazione che caratterizza le organizzazioni criminali? Domanda retorica, certo. Alla quale però chi ci governa deve dare una risposta immediata.





Giacomo Lamberti

Coordinamento campano familiari vittime innocenti della criminalità





ELENCO VITTIME INNOCENTI DELLA CRIMINALITA' DEL MESE DI OTTOBRE



Armando Femiano

22/10/1975



Giovanni Pomponio

28/10/1975



Girolamo Tartaglione

10/10/1978



Alfredo Paolella

11/10/1978



Ciro Rossetti

11/10/1980



Ciriaco Di Roma

12/10/1981



Carlo Buonantuono

19/10/1981



Elio Di Mella

07/10/1982



Gennaro De Angelis

15/10/1982



Antonio De Rosa

23/10/1982



Ignazio De Florio

11/10/1983



Francesco Imposimato

11/10/1983



Nunziante Scibelli

30/10/1991



Gennaro Falco

29/10/1993



Concetta Matarazzo



12/10/1996



Rodolfo Pacilio

03/10/2006



Daniele Del Core

28/10/2006



Loris Di Roberto

28/10/2006



Lorenzo Riccio

02/10/2008



Adriana D'Agostino

23/10/2008



Giovanni Salvo

09/10/2009



Pietro Capone

14/10/2010



Giuseppe Pizza

18/10/2010



Gerardo Citarella

26/10/2010



Pasquale Romano

15/10/2012



Antonio Cangiano

23/10/2014