Vittime innocenti della criminalità,
perché la Campania è all'avanguardia

Lunedì 20 Gennaio 2020 di Carmen Del Core *
Lo scorso 11 gennaio il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità ha celebrato a Napoli il 13esimo anniversario della sua nascita. Abbiamo voluto articolare l'iniziativa in tre momenti: una messa presso la chiesa di Santa Lucia officiata da don Tonino Palmese, un breve incontro di riflessione presso la Stele della Memoria in via Cesario Console e infine la degustazione, nella sede della Fondazione Polis, dei prodotti di Nuova Cucina Organizzata, realizzati sui beni confiscati alle mafie.

È stata una giornata particolarmente significativa. Perché è servita sia a fare il punto su quanto realizzato in questi primi 13 anni di vita del Coordinamento, sia a guardare al futuro, con rinnovato slancio e vigore, insieme alla Fondazione Polis della Regione Campania, all'interno del cui Consiglio di Amministrazione sediamo di diritto, e a Libera, che ha avuto, con il suo fondatore don Luigi Ciotti, il merito fondamentale di tematizzare i valori della memoria e dell'impegno fin dal 1995, anno della sua costituzione.

Tanto è stato fatto, tanto occorre da fare. Siamo l'unica associazione in Italia a riunire, sotto i comuni ideali di legalità e giustizia, i familiari delle vittime di tutti i reati intenzionali violenti.

Possiamo affermare, con fierezza, che la Campania è all'avanguardia a livello nazionale su questo versante. Ne è testimonianza non solo la Legge Regionale n.11 del 2004, uno dei capisaldi normativi su cui si regge la successiva nascita della Fondazione Polis, ma anche la recente Legge Regionale n. 54 del 2018, che istituisce un fondo per il sostegno formativo e scolastico a beneficio dei familiari delle vittime innocenti di tutti i reati intenzionali violenti, in continuità non solo ideale con quanto previsto dalla Direttiva Europea n.80 del 2004. Tale Legge ha elevato a dignità normativa una straordinaria esperienza di solidarietà orizzontale promossa dal Coordinamento nel 2014 e poi sostenuta negli anni a venire dalla Fondazione Polis.

Più di un mese fa è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania l'avviso pubblico per la presentazione delle domande che consentono di accedere ai benefici di cui in precedenza. È una grande conquista di civiltà dal nostro punto di vista, resa possibile solo dall'ampia sinergia istituzionale che ha caratterizzato tutto il percorso.

Abbiamo sviluppato un rapporto di proficua collaborazione con gli uffici del Ministero dell'Interno, con le prefetture e le questure per facilitare il percorso finalizzato all'ottenimento dei benefici di legge ai familiari che ne hanno diritto. Con l'assessorato al Lavoro della Regione Campania, i collocamenti provinciali e la Fondazione Polis abbiamo promosso tavoli di lavoro che hanno portato all'assunzione di 2 familiari di vittime della criminalità organizzata e di 2 orfani di violenza di genere. Altri 4 orfani di violenza sulle donne sono stati inoltre iscritti nelle liste del collocamento mirato.

Abbiamo voluto portare in questi anni la nostra testimonianza nelle scuole, perché crediamo fondamentale disseminare in maniera ampia il valore della legalità soprattutto tra i più giovani. A loro in primo luogo abbiamo voluto mostrare quanto sia importante trasformare il dolore in desiderio di riscatto, riempiendo così di ulteriore senso la nostra sopravvivenza.

Tanto è stato fatto, tanto occorre da fare, dicevo. Il recepimento della direttiva europea sulle vittime dei reati violenti è stato, in Italia, molto parziale. Resta in atto quella ingiusta contrapposizione tra vittime di serie A e vittime di serie B, che, come afferma da anni don Tonino Palmese, nostro padre spirituale e presidente della Fondazione Polis, fa dipendere la dignità della vittima dalla mano omicida. Continueremo a batterci, nelle sedi competenti, per far sì che le istanze dei familiari di tutte le vittime vengano concretamente accolte e si giunga a una reale equiparazione giuridica tra tutti gli innocenti colpiti dalla violenza criminale.

Voglio rivolgere un segno di particolare gratitudine a coloro che mi hanno preceduto alla guida del nostro sodalizio, Lorenzo Clemente e Alfredo Avella. Continueremo a portare avanti gli ideali che hanno sempre animato il Coordinamento, cercando di intensificare il nostro ruolo di soggetto inclusivo, che accoglie tutti i familiari. E proprio per formare un ponte ideale tra quello che è stato fatto e ciò che vogliamo continuare a realizzare, ci siamo riuniti davanti alla Stele della Memoria, opera che abbiamo promosso a seguito dell'indimenticabile Giornata della Memoria e dell'Impegno a Napoli del 21 marzo 2009. Vogliamo prenderci cura di questo simbolo di legalità, di speranza e di riscatto. La Stele è un monito affinché ciò che è accaduto a noi non accada anche ad altri. È patrimonio della collettività. E' un segno permanente del sacrificio dei nostri cari. Non possiamo lasciare questo luogo di memoria nel degrado. Significherebbe uccidere i nostri cari una seconda volta.

Apriamo il 2020 con questo comune impegno. E con l'annuncio che a breve daremo vita ai Venerdì della Memoria al Palazzo delle Arti di Napoli, all'interno del quale abbiamo inaugurato, lo scorso 23 dicembre, la Sala della Mehari di Giancarlo Siani – Sala della Memoria, che ospita la nostra mostra #noninvano, con i volti sorridenti delle nostre vittime. Quei volti sono stati e continueranno ad essere il faro del nostro impegno e della nostra voglia di riscatto.

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