L'esempio dei familiari di Franco
e i nostri progetti per l'infanzia

di Enrico Tedesco *

Come ampiamente documentato dal Mattino, i tre baby killer di Franco Della Corte, il vigilante ucciso nel marzo scorso a Piscinola, sono stati recentemente condannati a 16 anni di reclusione. Lo spunto della mia breve riflessione non deriva tanto, però, dal dato giudiziario, quanto dal comportamento dei familiari di Franco, che hanno espresso semplicemente il loro sacrosanto desiderio di giustizia. E il loro atteggiamento è strettamente legato, in un filo non solo ideale, a quello di tutti gli altri familiari delle vittime che quotidianamente incontriamo. Ci lascia positivamente stupiti che da essi non provengano mai parole di vendetta, ma solo sete di giustizia.

Sono stato insieme ad Annamaria, Giuseppe e Marta, rispettivamente moglie e figli di Franco Della Corte, al Tribunale per i minorenni ai Colli Aminei lo scorso 23 gennaio in occasione del processo, in quanto la Fondazione Polis cerca di garantire, sempre e comunque, sostegno e vicinanza ai familiari delle vittime, anche durante l'iter giudiziario. Da quel drammatico 3 marzo 2018 per i familiari di Franco è cominciato un fine pena mai. In quella data la pena è stata comminata non ai killer, bensì ai familiari della vittima: a loro è stato dato il massimo della pena, il fine pena mai. Perché è venuta a mancare, per mano di una criminalità spietata e sprovvista di qualsiasi valore legato al vivere civile, la loro guida, il marito premuroso, il papà disposto a tutto per far crescere al meglio i propri figli.

La giustizia ha fatto il suo corso e di fronte alle pene inflitte non ci sembra neanche opportuno parlare di soddisfazione o insoddisfazione. Alla Fondazione Polis interessa esclusivamente la sofferenza dei familiari delle vittime, e fare in modo di lenirla il più possibile, impegnandosi affinché fatti del genere non accadano più e soprattutto si ponga un argine efficace alla povertà educativa, rispetto alla quale occorre fare qualcosa. Noi ci stiamo provando.

Tramite appositi progetti per l'infanzia, stiamo cercando di creare le condizioni affinché un bambino che nasce in quartieri maggiormente esposti al rischio di reclutamento camorristico possa scegliere la strada giusta, quella della legalità. Solo intervenendo sui bambini e le loro famiglie possiamo impedire che tre minorenni possano nuovamente uccidere un onesto padre di famiglia per noia e spavalderia. Noi ci crediamo, insieme alla moglie e ai figli di Franco Della Corte, che rappresentano la risposta migliore alle babygang e al dilagare dei fenomeni criminali. Quando provavo a commentare con loro l'esito della sentenza, cercando di arginare rabbia, sofferenza e dolore, mi rendevo conto di essere davanti a persone disperate, perché era stato sottratto loro per mano violenta l'affetto più caro, un marito e un papà premuroso. Ma nello stesso tempo avevo davanti a me anche persone ricche di speranza, che proprio a partire dalla memoria di Franco stanno realizzando, con il sostegno della Fondazione Polis, un'associazione finalizzata proprio a cercare di salvare i ragazzi dalla strada e da un destino segnato.

* Segretario Generale Fondazione Polis
Lunedì 18 Febbraio 2019, 08:00
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