Un fondo di sostegno ai familiari
di vittime innocenti della criminalità

di Rosaria Manzo *

Lo scorso 22 dicembre è stata approvata dal Consiglio regionale della Campania, all'unanimità, la legge n.54 del 2018, che istituisce un fondo per garantire un adeguato sostegno formativo e scolastico ai familiari di vittime innocenti della criminalità.

Un momento significativo, senza ombra di dubbio. E' stata infatti elevata a dignità normativa una buona pratica che nel 2014 il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità aveva già istituito, mettendo a disposizione di coloro che non ricevevano alcun sostegno dallo Stato un contributo personale da parte degli iscritti al sodalizio: una bellissima esperienza di solidarietà orizzontale, sostenuta negli anni successivi dalla Fondazione Polis, per rimarcare l'importanza del connubio inscindibile tra cultura e memoria delle vittime.

La legge, presentata dai consiglieri Antonio Marciano, Carmine De Pascale e Francesco Moxedano, e redatta appunto sulla base dell'esperienza maturata in questi anni dalla Fondazione Polis e dal Coordinamento dei familiari, istituisce un fondo di 100mila euro per il 2018, 500mila euro per il 2019, 500mila euro per il 2020 a beneficio del sostegno formativo dei familiari delle vittime innocenti di camorra e di tutti i reati intenzionali violenti, in linea con quanto previsto dalla normativa comunitaria fin dal 2004. Un risultato importante, perché tende a superare la sbagliata distinzione tra vittime di criminalità organizzata e vittime di criminalità comune.

Va evidenziato che, in materia di tutela delle vittime dei reati, nel nostro Paese si è legiferato soprattutto sulla base dei fenomeni criminali che ne hanno inevitabilmente segnato la storia: gli anni di piombo e le grandi stragi di mafia e camorra. Nel 2012, con un volume curato da Emilio Tucci e Giacomo Lamberti, “Vittime innocenti della criminalità. Tutela giuridica e misure di sostegno”, la Fondazione Polis ha raccolto tutte le disposizioni normative varate a beneficio delle vittime del terrorismo, di criminalità organizzata e del dovere, sottolineando la totale assenza di disposizioni a beneficio delle vittime di criminalità comune.

Nel luglio del 2016, dopo essere stata sottoposta a procedura d’infrazione, finalmente l’Italia ha introdotto la Legge 122/2016 (artt. 11 – 16), con l’intento di uniformarsi alla Direttiva Europea. Legge che è stata poi modificata dall’art. 6 della Legge 20 novembre 2017 n. 167 (Legge europea). Tali disposizioni non sono state favorevolmente accolte dagli aventi diritto, a causa della esiguità degli indennizzi da esse previsti, che non soddisfa neanche minimamente le più immediate esigenze delle vittime.

Si rende quindi necessaria una legge di riforma complessiva della materia che garantisca a tutte le vittime innocenti, senza distinzione alcuna, un indennizzo equo ed adeguato. Una proposta in tal senso era stata già avanzata dalla Fondazione Polis e sottoscritta da 30 parlamentari nel 2014. Quale differenza esiste tra il gesto di un killer di camorra e quello di un giovane che accoltella un coetaneo, nutrendosi, pur non essendo tecnicamente un “affiliato”, della stessa sottocultura criminale? Sarebbe davvero assurdo continuare a far dipendere la dignità di una vittima dalla mano omicida. Auspichiamo che quanto approvato dalla Regione Campania con la legge n.54 del 2018 possa realmente fungere da modello a livello nazionale per una seria ed effettiva equiparazione tra tutte le vittime dei reati intenzionali violenti.

Vicepresidente Fondazione Polis
Lunedì 18 Febbraio 2019, 08:00
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