​La Mehari di Giancarlo
in viaggio verso l’Emilia

di Geppino Fiorenza

In molti hanno guidato la Mehari di Giancarlo durante il giro napoletano dal Vomero alla sede del Mattino nel 2013 e poi a Montecitorio, a Palazzo Madama ed a Bruxelles. Ma la verità è che la Mehari “ci” guida… Non nascondo l’emozione che ha suscitato, specialmente in me e Paolo, l’idea di farla arrivare in Emilia-Romagna, concretizzatasi poi in un fantastico ed articolato progetto, capace di coinvolgere tanti Comuni, tante associazioni, tante istituzioni…

”Bah ! - ci siamo detti – sarà che Giancarlo, il quale in fondo non ha mai smesso di fare il giornalista “dappertutto”, avrà pensato di andare a vedere che succedeva nella bellissima Emilia, avendo saputo di quel processo alla ‘Ndrangheta e al malaffare, con corrotti e corruttori, che proprio con l’antico nome di quella Regione viene chiamato”. E certamente avrà sorriso con quella sua bella faccia, ripensando alle aggressioni verbali di cui aveva sentito essere vittima Roberto Saviano quando aveva parlato delle infiltrazioni delle mafie al Nord. Ma guarda un po’ !

Ed allora Benvenuti ! a nome della “Fondazione Pol.i.s.” e del “Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità” agli amici leggermente fantasiosi e ferreamente organizzati dell’Emilia-Romagna, con la Filt-CGIL, Caracò, Comitato IoLotto, CGIL Emilia-Romagna, CNA Fita, Libera, nell’ambito del progetto “inFILTrazioni legali” con tutte le istituzioni e le associazioni sostenitrici, come si può leggere nel sito www.ilviaggiolegale.it

E se la sono venuti a prendere in prestito Giovedì 17 novembre, alle 10.00, all’Aeroporto Internazionale di Capodichino, a Napoli, con un grande furgone istoriato, della “Geotrans” società in amministrazione giudiziaria, dove si legge “Giancarlo è vivo e viaggia con noi”.

C’erano affianco a Paolo Siani ed a me che presentavo l’iniziativa, il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, l’Assessora regionale all’istruzione, Lucia Fortini, l’Amministratore Delegato di Gesac, Armando Brunini, Michele Ammendola, del Comitato “IoLotto”, in rappresentanza del gruppo promotore, affiancato da Pietro Parisi, lo Chef vesuviano che ha detto NO al racket. E ancora Alfredo Avella, presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, salito a bordo della Mehari in rappresentanza di tutti gli stessi familiari delle vittime e delle loro istanze.

Un grazie anche a chi ha permesso l’ospitalità della Mehari in queste due ultime settimane nella Sala Arrivi dello scalo aeroportuale di Napoli, con la tenacia di Francesco Cioffi e Giovanna Caiazzo.

E’ stato un saluto festoso, con i ragazzi degli Istituti Siani di Via Pietravalle e di Casalnuovo. Paolo ha consegnato le chiavi a Michele Ammendola “perché ci fidiamo di voi – ha detto – delle vostre idee, del vostro entusiasmo, della vostra intelligenza e della vostra passione”.

La Mehari sarà in Emilia dal 18 novembre 2016 al 5 marzo 2017, toccando Piacenza nella prima giornata inaugurale con tante iniziative con studenti, istituzioni, rappresentanti della Commissione parlamentare antimafia e della stessa Fondazione Pol.i.s. e poi Casalecchio, San Lazzaro, la sede de Il Resto del Carlino, Comacchio, Modena, Maranello, Parma, Reggio Emilia e Provincia, Ferrara, Bologna, Rimini,Forlì-Cesena e Ravenna.

“L’obiettivo del progetto “Il viaggio Legale” –scrivono gli organizzatori emiliani - è realizzare un percorso di cittadinanza e contrasto alle mafie che, attraversando la via Emilia, miri a creare cittadini consapevoli e responsabili attraverso percorsi culturali, di formazione ed informazione, spaziando tra editoria, arte, cinema, teatro, formazione, nuove tecnologie dell’informazione (internet, social media, ebook, mobile communication) e buone prassi nel mondo del lavoro, avendo come base solida i principi della legalità, dell’etica e della cultura dell’antimafia. Proprio dalla Mehari, l’auto in cui la vita di Giancarlo Siani fu brutalmente spezzata a 26 anni, intendiamo partire per proseguire il suo percorso. Il viaggio diventa così metafora per costruire nuove relazioni tra enti, scuole, associazioni, mondo del lavoro, delle imprese ed esperienze associative impegnate sui temi del contrasto alle mafie, con l’auspicio che questo viaggio contamini positivamente le molteplici tappe della via Emilia che verranno raggiunte.”

Ne siamo contenti ed orgogliosi. Eccoci!

*Presidente comitato scientifico della Fondazione Pol.i.s.


 
Lunedì 21 Novembre 2016, 13:54
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