Il coraggio del rifiuto
in memoria di Pasquale Miele

Lunedì 18 Novembre 2019 di Don Tonino Palmese *
Avere giustizia per i familiari di una vittima innocente della criminalità è fondamentale. Dice bene Giuseppe Miele: se non c’è un colpevole di quel delitto, la morte di Pasquale, suo fratello, rischia di perdersi nella notte dell’oblio, «come se l’omicidio di mio fratello non esistesse».

Ed è questo vuoto e questo rischio che dà ancora più senso al nostro agire istituzionale. La Fondazione Polis, da oltre dieci anni, mantiene viva la memoria di Pasquale e delle tante vittime innocenti della violenza criminale. Tutte con la stessa dignità. Tutte con il degno valore della memoria.

Dio non dimentica. Ma gli uomini facilmente dimenticano e rimuovono le ingiustizie della violenza criminale. Il compito che ci siamo dati è lavorare non solo perché nessuno dimentichi, ma affinché la vita di Pasquale Miele sia ricordata come esempio per i nostri giovani.

Il rifiuto a pagare il pizzo è una scelta coraggiosa. Fatta molto spesso in solitudine. E Pasquale, in silenzio, volle essere un uomo libero. Un grande lavoratore. E un bravo imprenditore. Come altri che hanno pagato con la vita il loro essersi opposti alle prevaricazioni della camorra.

La migliore risposta alla violenza è al contrario proprio la compostezza e la dignità dei familiari delle vittime. Sono proprio questi i valori su cui vogliamo far leva per proseguire quanto già realizzato dalla Fondazione Polis in tutti questi anni e per continuare a raccontare le storie delle vittime innocenti di criminalità, che sono le nostre storie, le storie di tutti noi. Con una promessa e un impegno: che nessuna delle nostre vittime, nel prezioso scrigno della memoria, sia dimenticata.

Anche così, e non solo nelle aule dei tribunali, Pasquale Miele e tutti gli innocenti colpiti dal crimine avranno giustizia.

* presidente Fondazione Polis © RIPRODUZIONE RISERVATA