Ponticelli, sos della Fondazione Polis: «Disarmiamo il quartiere»

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Rosaria Manzo*
Ponticelli, sos della Fondazione Polis: «Disarmiamo il quartiere»

L'ennesimo ordigno esploso nei giorni scorsi contro l'abitazione di un esponente della camorra a Ponticelli, a seguito del quale alcune schegge hanno colpito una mamma e un bambino, non può lasciarci indifferenti. Quante volte, in questi anni, ci siamo trovati a piangere vittime innocenti uccise da proiettili vaganti durante agguati o azioni dimostrative dei clan?

Ricordate Ciro Colonna, assassinato proprio a Ponticelli? E come dimenticare quanto accaduto allo scultore ferito l'estate scorsa ai Quartieri Spagnoli? E alla piccola Noemi, fortunatamente sopravvissuta a un raid di camorra a Piazza Nazionale ma rimasta gravemente segnata, nel corpo e nello spirito? O ancora, al bimbo con lo zainetto durante la sparatoria al Rione Villa nei pressi di una scuola, al giovane colpito in occasione dell'omicidio del suonatore di fisarmonica Petru Birladeanu? Ponticelli, Rione Villa, Piazza Nazionale, Quartieri Spagnoli, Montesanto: tutti pezzi di un unico mosaico, quello di una città che purtroppo non sa difendere i suoi figli. Ciononostante, le tante realtà sociali impegnate soprattutto nei contesti territoriali più difficili non alzano bandiera bianca. Tutt'altro. Ma vanno adeguatamente sostenute dalle istituzioni e da tutti coloro che credono nella legalità.

Anche per questo la Fondazione Polis ha aderito in maniera convinta al Comitato Disarmiamo Ponticelli. Non è certo questo il momento per voltare lo sguardo altrove. Occorre al contrario intervenire con risposte celeri ed efficaci. La magistratura e le forze dell'ordine, alle quali va tutta la nostra gratitudine, stanno svolgendo un lavoro prezioso da anni sul versante della sicurezza nella nostra città. E un ringraziamento particolare oggi va rivolto al prefetto Marco Valentini, che lascia Napoli dopo aver profuso un impegno importante e costante. Ma la repressione, non ci stancheremo mai di dirlo e ribadirlo, da sola non basta. Ai ragazzi delle periferie e dei quartieri maggiormente esposti al rischio di povertà educativa vanno offerte alternative vere e credibili. Per questo riteniamo indispensabile investire sulla primissima infanzia. Che significa offrire pari dignità e opportunità a tutti i bambini, a Napoli come nelle città del Nord, ma anche a tutti i bambini all'interno dei vari quartieri della città, a Ponticelli come a Posillipo. La nostra Fondazione è fortemente impegnata in tal senso.

La realizzazione di vari punti lettura per bambini da 0 a 6 anni in diversi contesti territoriali esposti al rischio di reclutamento mafioso ne è una prova. Ma per imprimere una svolta nel contrasto alle povertà educative è necessario che venga attuato un grande piano nazionale per l'infanzia, che si sviluppi tenendo conto dei gap territoriali. L'ultimo report della Fondazione Agnelli, di cui ha dato notizia proprio “Il Mattino”, parla chiaro: l'Italia, in termini di apprendimento nella scuola media inferiore, viaggia a due velocità, con il Sud che arranca notevolmente rispetto al Nord. E allora ben vengano gli asili nido previsti dal PNRR, affiancando agli stessi occasioni di cultura e socializzazione per i nostri bambini e ragazzi. Per rilanciare la città e l'area metropolitana di Napoli la nuova amministrazione dovrà ripartire dai bambini. Investendo sull'infanzia riusciremo a prevenire l'affiliazione dei minori nei clan della camorra. Investendo sull'infanzia renderemo più vivibili le periferie. Investendo sull'infanzia ridurremo di molto il rischio di piangere nuove vittime innocenti. Facciamolo questo sforzo. Soprattutto per coloro a cui la vita è stata sottratta troppo presto dalla violenza criminale.

*Vicepresidente Fondazione Polis

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