Postfazione di Don Tonino Palmese e Rosaria Manzo al libro «La sedia vuota»

Lunedì 17 Dicembre 2018
Sono passati dieci anni da quando la Fondazione Polis è stata costituita dalla Regione Campania, e uno degli obiettivi primari alla base del lavoro della stessa Fondazione è sempre stato garantire la pari dignità tra tutte le vittime innocenti della criminalità.

“La sedia vuota”, che segue “Al di là della notte” e “Come nuvole nere”, è un libro che, come quelli che l'hanno preceduto, si muove lungo questa precisa direzione: ricostruire, attraverso il delicato racconto di Raffaele Sardo, le storie di tutte le vittime innocenti della violenza criminale, senza distinzioni di sorta tra vittime di serie A e vittime di serie B.

Siamo da sempre convinti che garantire alle vittime pari dignità sul versante della memoria è fondamentale per superare le criticità che caratterizzano l'ambito della tutela giuridica, che pure ha visto in questi dieci anni, e continua a vedere, la Fondazione Polis impegnata in prima linea per far sì che la dignità della vittima non debba dipendere dalla mano omicida.

La forza di “La sedia vuota”, come quella di “Al di là della notte” e “Come nuvole nere”, sta non solo nella sua capacità di ripercorrere gravi fatti di cronaca della storia del nostro territorio e i relativi sviluppi giudiziari, laddove ci siano stati; ma anche e soprattutto nel dare voce concretamente ai familiari delle vittime, che non sono soltanto coloro che raccontano, ma sono essi stessi racconto, con le loro emozioni, il loro dolore, la loro rabbia, i loro perché irrisolti: il tutto per cercare di dare, attraverso una straordinaria potenza narrativa, un senso alla loro sopravvivenza anche quando un senso è difficile trovarlo.

“La sedia vuota” è un titolo fortemente evocativo perché sintetizza con un'immagine plastica gli effetti del dolore generato dalla violenza criminale, il riacutizzarsi di ferite mai chiuse, il Natale che non è più un giorno di festa come una volta, il senso della perdita e del vuoto, la solitudine, l'esigenza di andare comunque avanti, nonostante tutto.

La compostezza e la dignità dei familiari delle vittime sono i valori su cui vogliamo far leva per proseguire quanto già realizzato dalla Fondazione Polis in questi primi dieci anni e per continuare a raccontare le storie delle vittime innocenti di criminalità, che sono le nostre storie, le storie di tutti noi. Non potevamo scegliere iniziativa migliore per inaugurare il nostro impegno alla guida della Fondazione Polis. Con una promessa e un impegno: che nessuna delle nostre vittime, nel prezioso scrigno della memoria, sia dimenticata.



Don Tonino Palmese

Presidente Fondazione Polis



Rosaria Manzo

Vicepresidente Fondazione Polis © RIPRODUZIONE RISERVATA