Non solo radio, la sfida anticamorra di Radio Siani

di Redazione Radio Siani

Nata nel 2009 da un gruppo di attivisti, Radio Siani, radio della legalità anticamorra e denuncia sociale, ha sede in un bene confiscato al boss Birra nella città di Ercolano. Oggi è gestita dalla Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, iscritta dalla sua nascita alla rete di «Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie». Non solo radio, ma comunicazione a trecentosessanta gradi, agricoltura sociale, percorsi di recupero sociale di soggetti svantaggiati, minori a rischio e percorsi di pene alternative attraverso una convenzione stipulata con il Centro di Giustizia Minorile di Napoli. Queste ed altre le attività svolte dalla cooperativa.

Lo scorso 27 novembre ha preso vita il nuovo palinsesto della stagione radiofonica. ‘Storie di coop’, la striscia che racconta storie di cooperative, sociali e non solo, del panorama nazionale, è condotta da Mimmo Caiazza e va in onda dalle 14.30 alle 15 dal lunedì al venerdì. Alle 18 in onda ‘Senza titolo’, un viaggio nel mondo della cultura a trecentosessanta gradi, trasmissione condotta da Emma Di Lorenzo. Tra gli ospiti di queste prime settimane personaggi come Fabio Balsano dei The Jackal, Gianluca Vitiello di Radio DeeJay e l’attrice di Gomorra Cristiana Dell’Anna. Il giovedì alle 13.15 spazio all’enogastronomia con la rubrica ‘Acino Ebbro’ condotta da Marina Alaimo, che spazia dal cibo al vino con ospiti di levatura nazionale del settore agroalimentare. Ogni giorno in onda il meteo grazie ad una partnership con IlMeteo.it, l’informazione cinematografica, grazie a Coming Soon e il giornale, grazie al Giornale Radio Sociale. News ed approfondimenti quotidiani sulle vittime innocenti, sulle realtà che gestiscono i beni confiscati, spaccati di vita, storie di riscatto e di emarginazione su www.radiosiani.com.

Negli anni la cooperativa ha instaurato relazioni con enti come New York University, NYU of Florence, University of Cambridge, ICCROM, Getty Institute, Federico II Dipartimento di Sociologia ed Economia, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Lega Coop, ACI, FAI, Fondazione Polis, per citarne alcuni.

Il «Pizzino Vesuviano», il pomodoro del “piennolo” coltivato dalla cooperativa, rientra in una convenzione con l’Università Federico II di Napoli e il Dipartimento di Agraria e Scienze dell’Alimentazione per il settore scientifico e di ricerca. Il Pizzino Vesuviano, coltivato sul bene confiscato, fa parte della filiera enogastronomica di Slow Food Campania ed è utilizzato dalle più importanti pizzerie napoletane. È venduto in tutta Italia, principalmente attraverso le botteghe di Libera, e da quest’anno anche in Belgio, Inghilterra e Francia.

Il megafono di chi è impegnato tutti i giorni a testa bassa nel sociale molto spesso non è né conosciuto né tanto meno valorizzato. Comunica, denuncia e partecipa è il nostro invito per contribuire al riscatto di un paese intero.
 
Lunedì 18 Dicembre 2017, 10:07
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