La vera sfida dell'antimafia:
fare di più e farlo meglio

di Fabio Giuliani *

Dalle ricerca LiberaIdee promossa da Libera sulla percezione del fenomeno mafioso emerge che il 27% degli intervistati in Campania crede che il traffico di rifiuti sia una delle principali attività di cui si occupano le mafie, il 66,2% non sa che i beni confiscati possono essere riutilizzati per scopi sociali e il 92,7% del campione in Campania percepisce il fenomeno della corruzione contro il 73,4% del dato nazionale. La ricerca quantitativa in Campania ha raccolto 616 questionari, pari al 6% del campione nazionale (10.343 questionari su tutto il territorio italiano). Il campione campano risulta congruente con quello nazionale in relazione alla suddivisione per genere dei rispondenti, con una leggera prevalenza delle donne (54,4% nel campione regionale, 57,7% nel campione nazionale), e all’età dei rispondenti, con le fasce under 18 e 18-25 anni particolarmente rappresentate. L’età media degli intervistati è di circa 29 anni. Coerentemente con il dato anagrafico, nella popolazione campana intervistata vi è un elevato numero di studenti, oltre sei su dieci. Il senso di questa indagine è quello di analizzare la percezione dei fenomeni di mafia e corruzione con l’obiettivo di costruire risposte collettive nei territori e migliorare la nostra azione.

Questa breve panoramica mette in evidenza la necessità di fare di più e farlo meglio, di intensificare l’impegno, stimolare la partecipazione. Proprio sotto questo aspetto è necessario evidenziare un altro dato emerso dalla ricerca: si osserva una ridotta tendenza all’associazionismo. Quasi un rispondente su due non aderisce ad alcuna associazione, mentre la maggior parte di chi si attiva su questo fronte dedica il suo tempo soltanto a una realtà associativa. Nell’ottica di stimolare la partecipazione civica, di rispondere ai bisogni sempre più emergenti dei territori, Libera Campania ha deciso di promuovere la seconda formazione regionale dedicata ai referenti dei Presìdi territoriali che avrà luogo a Castel Volturno dal 25 al 27 gennaio. Un momento dedicato alla nostra rete per ampliare gli orizzonti sui temi del beni confiscati alle mafie, per organizzare al meglio la giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo, che quest'anno si svolgerà ad Avellino, per incontrare le reti che si occupano dell'accoglienza dei migranti, per discutere di ecomafie e caporalato.

Conoscere per agire, conoscere per costruire processi collaborativi che hanno come obiettivo quello di fare memoria delle vittime innocenti e per mettere in campo percorsi di valorizzazione dei beni confiscati per il riutilizzo sociale. La proposta formativa che mettiamo in campo ha come obiettivo quello di fornire strumenti a chi opera nei territori, di condividere saperi e modalità di agire confrontandosi con esperti del mondo dell’associazionismo, con docenti universitari e con operatori di vari settori.

Il senso profondo del nostro appuntamento formativo è rappresentato dal fine di creare comunità attraverso una duplice chiave: quella delle comunità monitoranti e quella delle comunità educanti. Questa declinazione dello stare insieme nei territori si articola con la capacità di stimolare il monitoraggio civico dei beni confiscati alla criminalità organizzata e attraverso il valore educativo e trasformativo della memoria delle vittime innocenti delle camorre. Tenere insieme i temi a noi più cari: la memoria delle vittime innocenti che graffia e cambia le coscienze, il riuso sociale dei beni confiscati come processo di rigenerazione urbana e sociale, come volano di sviluppo. Per fare questo per noi sono necessarie tre condizioni imprescindibili: la prima riguarda la condivisione di strumenti e competenze, la seconda la capacità di fare rete, la terza, infine, riguarda la necessità di agevolare la partecipazione civica. Una tre giorni in cui i territori si prendono la voce per organizzare l’azione quotidiana, un momento necessario per chi vuole mettersi in cammino lungo sentieri di liberazione. Saranno giorni intensi di impegno, di condivisione comune e di formazione. Insieme, per fare rete, perché, utilizzando le parole di Paulo Freire, «nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo. Gli uomini si educano insieme con la mediazione del mondo». Continuiamo a camminare per liberare i nostri territori.

* Referente Libera Campania e Consigliere di Amministrazione Fondazione Polis
Lunedì 21 Gennaio 2019, 08:00
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