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Grillo e M5s, lo show per dire sì a Draghi e cita Platone: «Se accontenti tutti fallisci». I ribelli perdono pezzi

Domenica 7 Febbraio 2021 di Emilio Pucci
Grillo e M5s, lo show per dire sì a Draghi e cita Platone: «Se accontenti tutti fallisci». I ribelli perdono pezzi

Un'ora di battute, urla, richiami all'unità. E poi un'altra ora di show con il premier incaricato Mario Draghi, per ricordargli che non lo ha mai amato e che è pronto a rivedere le sue posizioni, a patto che porti avanti un governo di rottura, di vera discontinuità, che non sia l'espressione dei poteri forti ma vicino alle esigenze dei cittadini, a partire dai giovani e dalle classi meno abbienti. Grillo arriva a Roma per motivare i suoi ma anche per spiegare che il Movimento 5 stelle non si piega alle logiche dell'Europa, tiene la barra dritta sui temi identitari. È stato Di Maio ad aprire le porte del Movimento a Draghi, ad orientare i gruppi parlamentari, a tenere il filo diretto con l'ex numero uno della Bce, ma il fondatore M5s ha avuto l'effetto di convincere soprattutto una parte dei senatori che già avevano promesso di salire sulle barricate. Un'opera incompiuta, quella dell'Elevato, perché in realtà l'ala che fa riferimento a Di Battista e agli ortodossi della prima ora convinta non è. Ma il dissenso si è ridotto, al momento sono una ventina gli esponenti pentastellati a palazzo Madama che non intendono votare l'ex banchiere. Di Maio e gli altri big sono impegnati a far sì che il Movimento non si sfili e né si spacchi, potrebbe esserci comunque un voto su Rousseau anche se lo stesso Casaleggio non è contrario a priori a Draghi.

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La famiglia

Intanto ieri il primo dato rilevante è stata la presenza di Conte (non si è ancora iscritto) al vertice dei big del Movimento tenutosi alla Camera. «Allarghiamo la famiglia», ha spiegato il responsabile della Farnesina uscente. Grillo ha consigliato al giurista pugliese di proporsi come ministro del Recovery, ma in ambienti pentastellati gira anche che il presidente del Consiglio uscente possa essere indicato come candidato a sindaco di Roma. «Potresti vestire dal Campidoglio i panni del federatore ed essere il collante dell'alleanza con il Pd e Leu», la proposta che però Conte avrebbe già rifiutato. «Dobbiamo pensare agli interessi del Paese e non ai destini personali», ha detto Conte, glissando sul suo ruolo futuro, anche se ha fatto capire di non voler entrare al governo. Ma ad animare la giornata M5s è stato appunto Grillo. In tutte le salse. Parlando della necessità di un ministero della Transizione energetica che unisca il dicastero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, citando Radio Londra come esempio di Resistenza e Platone: «Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l'insuccesso sicuro: voler accontentare tutti», messaggio rivolto sia ai suoi che a Draghi. Poi un post su Facebook, «le fragole sono mature», in cui riassume i punti programmatici del Movimento. Li elenca Crimi, al termine delle consultazioni con il premier incaricato. Non è Grillo a parlare, un segnale che il fondatore ancora vuole aspettare prima di dare il via libera. «Non è il momento di dire sì o no a Draghi, ora dobbiamo fargli sapere cosa è il Movimento e dove vogliamo andare», aveva spiegato ai suoi. Il capo politico M5s parla della necessità che misure come reddito di cittadinanza e superbonus non vengano indebolite, ribadisce che occorre «un governo solido» e «una maggioranza politica», spiega che c'è totale apertura e lealtà ma che dovranno essere verificate le condizioni per un'eventuale ingresso di M5s al governo. I gruppi ancora fibrillano, con una parte che non nasconde il vero problema, ovvero la possibile coabitazione con la Lega, e un'altra parte che, al contrario, ricorda che con Salvini si è ottenuto il reddito di cittadinanza, magari ci potranno essere divisioni con FI, soprattutto sulla giustizia. E intanto Di Battista parla di «un'accozzaglia», dice di non volersi inchinare al «tredicesimo apostolo». «Spero che nessuno si genufletterà», rilancia il senatore Lannutti. «La partita inizia ora», spiega un big' del Movimento. Si attende la sintesi di Draghi, con la convinzione che occorrerà muoversi insieme a Pd e Leu, anche per salvaguardare l'alleanza per il futuro.

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