Berlusconi, le gemelle De Vivo e Barbara Faggioli: «Non siamo escort, ci dava soldi come risarcimento per i danni subiti»

Berlusconi, le gemelle De Vivo e Barbara Faggioli: «Non siamo escort, ci dava soldi come risarcimento per i danni subiti»
Mercoledì 28 Settembre 2022, 12:36 - Ultimo agg. 12:42
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Si sono presentate stamani in aula, per la prima volta, le gemelle Concetta ed Eleonora De Vivo, due delle imputate nel processo milanese sul caso Ruby ter, che vede anche Silvio Berlusconi accusato di corruzione in atti giudiziari. E si sono sedute a fianco del loro legale, l'avvocato Maria Emanuela Mascalchi, che sta parlando davanti ai giudici per chiedere le assoluzioni delle due ex showgirl, facendo presente che «da 10 anni, da quanto dura questo procedimento, vengono etichettate come 'olgettinè, ossia escort, ma non lo sono». Per le due ex ospiti delle serate del «bunga-bunga» ad Arcore i pm hanno chiesto condanne a 4 anni di reclusione.

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Le gemelle De Vivo

«Loro stesse hanno ammesso di ricevere dal 2006 somme di denaro da Berlusconi - ha spiegato il difensore - questa non è una condotta illecita, loro non hanno mai nascosto nulla». Si è trattato di indagini che, per la difesa, «hanno riguardato la sfera personale». I pm nella requisitoria le hanno «etichettate - ha proseguito - come schiave sessuali del grande anziano, odalische del sultano, dicendo che hanno partecipato a scene orgiastiche, questi sono solo commenti e considerazioni scandalistiche da parte dell'accusa». Mentre, ha aggiunto l'avvocato, «non ci sono elementi per arrivare ad una condanna» per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Dal processo, ha concluso, sono emersi «solo considerazioni legate alla morale, non reati».

 

I rapporti con Berlusconi

«Col presidente Berlusconi - ha aggiunto l'avvocato Mascalchi - da parte delle gemelle c'era un rapporto di stima e amicizia». E ancora: «Questi reati le stanno perseguitando da 10 anni». La difesa, infatti, ha cercato di smontare le due accuse. Per la falsa testimonianza si è richiamata all'ordinanza dei giudici che il 3 novembre aveva dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni delle giovani imputate perché già all'epoca dei due processi sul caso Ruby dovevano essere sentite come testi indagati e assistiti da legali e non come testi semplici. Per quanto riguarda la corruzione, invece, il difensore ha detto che non ci sono elementi per trasformare le «liberalità», ossia i soldi versati dal leader di FI alle ragazze, in somme illecite. E ha chiesto di assolvere le due ex showgirl con formula piena. Le gemelle De Vivo non hanno voluto parlare coi cronisti fuori dall'aula. 

Il caso Barbara Faggioli

Tra le giovani imputate anche Barbara Faggioli, che non è presente in aula. «Non c'è alcuna prova in questo processo che la signora Barbara Faggioli abbia avuto rapporti sessuali con Berlusconi o che abbia esercitato ad Arcore l'attività prostitutiva». È uno dei passaggi dell'arringa difensiva in corso dell'avvocato Paolo Siniscalchi Tra il Cavaliere e Faggioli, ha spiegato ancora il difensore, c'è stata una «vicinanza amicale, mai negata da nessuno». Oggi nel processo davanti alla settima penale è in corso un'altra udienza dedicata alle difese delle giovani ex ospiti delle serate a Villa San Martino e il cui silenzio e la cui reticenza, poi, sarebbe stata comprata dal leader di FI, rieletto in Senato col voto di domenica, con somme per diversi milioni di euro in totale.

La villa da un milione di euro

Con lei Berlusconi è stato sempre molto generoso e l'ha aiutata fin dall'inizio - ha aggiunto il legale - la stessa Procura ci ha detto che era un'amica, molto legata a Berlusconi, questa è una storia di amicizia nata nel 2007 e lei ha avuto dal presidente l'uso di case e immobili sin da tempi non sospetti». In più, secondo il difensore, «non c'è alcun elemento che provi che Berlusconi abbia promesso a Guerra la donazione della villa», l'ormai nota villa da un milione di euro a Bernareggio, nel Milanese. «Non era di sua proprietà, lei l'aveva in uso», ha precisato il legale. Il leader di FI, ha proseguito la difesa, «ha ritenuto di doverla aiutare per ciò che aveva subito», per lo scandalo mediatico, «con dazioni di denaro in modo regolare e tracciabile».

 Oggi Faggioli, ha aggiunto il legale chiedendo per lei l'assoluzione, «ha un lavoro dignitosissimo fuori dallo spettacolo e conduce una vita normale fuori dai riflettori». Negli ultimi anni, a causa della vicenda Ruby, invece, «si è trovata in un fuoco mediatico più grande di lei». E, ha proseguito il legale seguendo la linea degli altri difensori e degli stessi legali del Cavaliere, «se si guarda il flusso di aiuti che ha ricevuto dal presidente, si osserva che si è mantenuto costante nel tempo ed è servito per riparare quel danno che la vicinanza con il dottor Berlusconi le aveva cagionato». Lo stesso ex premier ha sempre spiegato di aver versato soldi alle ragazze come risarcimento per i danni da loro subiti per lo scandalo mediatico del caso Ruby. 

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