Biotestamento, l'associazione Coscioni: a un anno dalla legge mancano banca dati e campagna di informazione

Venerdì 14 Dicembre 2018

A un anno dall'approvazione del biotestamento «mancano» ancora «una banca dati e una campagna di informazione» oltre che «un cenno di vita» da parte del «Parlamento alla Consulta sul tema dell'eutanasia legale». A sottolinearlo in una nota sono gli esponenti dell'Associazione Luca Coscioni.

«Non sono ancora presenti dati ufficiali sulle disposizioni anticipate di trattamento depositate - prosegue la nota - conosciamo per il momento solo il dato dei quasi 30 mila moduli scaricati dal sito dell'Associazione Luca Coscioni, che intanto organizza incontri di approfondimento e sensibilizzazione (circa 182 dibattiti in tutta Italia)».

«Grazie all'iniziativa dell'Associazione e alla creazione del primo intergruppo sulle scelte di fine vita, nonché grazie alla disobbedienza civile di Cappato con l'aiuto al suicidio assistito in Svizzera fornito a Fabiano Antoniani - si ricorda nel comunicato - il 14 dicembre 2017 il Senato è riuscito ad approvare in via definitiva la legge 219/2017 sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento».

«Aspettando che il Parlamento si faccio vivo sull'ultimatum della Corte Costituzionale sul tema Eutanasia Legale - scrivono ancora nella nota Filomena Gallo e Cappato, rispettivamente segretario e tesoriere di Associazione - manca ancora, dopo 5 mesi dalla scadenza del termine previsto, il decreto istitutivo della Banca dati nazionale delle Dat. Per questo decreto, la data di emanazione doveva essere il 30 giugno 2018. E manca anche una vera e propria campagna di informazione e sensibilizzazione che coinvolga cittadini e classe sanitaria, diretta a diffondere una maggiore conoscenza dei contenuti previsti dalla normativa in vigore ed in particolare dalla possibilità di redigere le Dat».

«A inizio dicembre - si spiega ancora nella nota - l'Associazione Luca Coscioni, con i familiari delle persone che più hanno lottato per una legge sul testamento biologico e di chi ha fatto ricorso al suicidio privato, si sono rivolti al ministro Grillo per sollecitare l'approvazione dei decreti attuativi per la Banca Dati nazionale. Tra i firmatari: Mina Welby, Carlo Troilo, Beppino Englaro, Gina Brunori, Monica Coscioni, Andrea Curiazi, Francesco Lizzani, Chiara Rapaccini, Maddalena Soro. La risposta non è mai arrivata e il 5 dicembre il deputato Riccardo Magi (Misto - +Europa), riprendendo i contenuti della lettera, ha depositato un'interrogazione parlamentare».

Mercoledì 19 dicembre continuerà «la mobilitazione per l'immediata discussione della proposta di legge popolare Eutanasia Legale e per il rispetto dell'ordinanza della Corte Costituzionale sul caso Cappato/Dj Fabo quando rintraccia un vuoto di tutele da colmare e concede 11 mesi al Parlamento per una legge, ma la politica fino ad ora non si è fatta ancora viva». Così, alle 18, da piazza Barberini a Roma partirà la «Camminata Welby, nove mesi rimanenti per partorire una legge»: una marcia in fila indiana, sul marciapiede, in un percorso simbolico che passerà per la Corte costituzionale e arriverà a Montecitorio». Alle 21, invece, «a Montecitorio, ci sarà un presidio insieme all'intergruppo parlamentare per le scelte di fine vita, che conta al momento 67 parlamentari di ogni schieramento politico: 48 deputati e 19 senatori».

 

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