CORONAVIRUS

Stato d'emergenza, sì ai poteri speciali del governo: cosa significa

Venerdì 10 Luglio 2020 di Diodato Pirone
Un posto di blocco

Prorogare lo stato d’emergenza permette di concentrare nelle mani del governo poteri speciali  in una materia sostanzialmente delegata alle Regioni come quella della Sanità. In sostanza, il governo attraverso i Dcpm (Decreti della presidenza del consiglio) può continuare a limitare le libertà personali come già accaduto fra marzo e maggio. E la decisione può essere presa in fretta e senza l'approvazione del Parlamento.

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Poteri speciali possono essere delegati alla Protezione Civile che può violare i diritti della proprietà privata requisendo beni di cui la collettività ha bisogno. Possono essere violate anche una serie di norme sulla concorrenza limitando l'uso delle gare per l'acquisto di materiali particolari come ha più volte fatto in primavera il commmissario Domenico Arcuri. Lo stato d'emergenza consente infine al governo di intervenire d'imperio nella gestione della sanità anche se questo potere è stato usato con estrema cautela dal ministro della Salute, Roberto Speranza, nei confronti delle Regioni anche quando queste hanno messo in evidenza comportamenti diversi da quelli indicati dal governo.

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Il senso ultimo della proroga dello stato d'emergenza è però un altro: il governo non vuole farsi trovare impreparato di fronte ad una possibile seconda ondata del Covid e vuole avere in mano tutte le leve per una risposta il più possibile rapida ed efficace.

Ultimo aggiornamento: 15:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA