Ddl Zan, manifestazioni in tutta Italia, da Torino a Palermo la protesta per l'affossamento della legge

In Sicilia cartelli con le scritte "lo stop è eversivo"

Sabato 30 Ottobre 2021
Bologna, manifestazione Lgbtqia+ a favore del ddl Zan, Grillini invita Joe Biden al matrimonio gay di Rosario Coco

A Palazzo D'Accursio, sede del Comune di Bologna, sventola la bandiera arcobaleno, simbolo dei diritti per le persone omossessuali e trans. Palazzo Re Enzo, pure, è illuminato con i colori Lgbtiqa Ed è una chiara presa di posizione a favore del ddl Zan. Manifestazione molto partecipata, oggi pomeriggio, nel capoluogo emiliano da cui parte una mobilitazione per l'approvazione della legge contro l'omotransfobia. Non solo a Bologna. Ma in ben 44 piazze italiane. Da Torino a Firenze, a PalermoCagliari. Migliaia di cittadini sono scesi in piazza gridando «vergogna!» e affermando i diritti della comunità Lgbtiqa. E lo ha fatto anche il promotore del disegno di legge che porta il suo nome, Alessandro Zan, che ha gridato in sardo «bregungia!» ovvero «vergogna!» nel capoluogo dopo aver detto: « Abbiamo subito una battuta d'arresto ma la strada è ancora lunga. Non possiamo essere discriminati per quello che siamo».

Acune centinaia di persone hanno partecipato al sit-in stradale davanti alla sede del Coordinamento di Italia Viva di Firenze: «La misura è colma oltre ogni limite - ha detto il presidente dell'associazione promotrice 'Love my way' Marco Filippini -. Gli applausi che hanno seguito l'affossamento del Ddl Zan hanno declassato il Senato a un salottino degno di un talk show di infimo livello. Siamo indignati e indignate dal trattamento che i rappresentanti politici di questo Paese hanno riservato ai diritti delle persone Lgbqtiqa», inoltre «Renzi ha mancato di rispetto a tutta la comunità Lgbtiqa non presentandosi neanche in aula.

 

A Torino Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride, ha aperto la manifestazione in piazza Carignano spiegando alla folla che è stata «una vergogna assoluta non aver ascoltato le richieste di una comunità vastissima di cittadini che da due anni e mezzo lavoravano sui contenuti di questo ddl. Una vergogna affossare un ddl con il voto segreto. Ci mettano almeno la faccia, noi l'abbiamo sempre messa. Questa piazza così piena non è né di sinistra né di destra ma una piazza di cittadini che non vogliono discriminare. Qui noi stiamo facendo vera educazione civica, quella che non si fa nelle scuole dove nasce il bullismo. Le leggi esistenti non bastano». In piazza è sceso anche il sindaco Stefano Lo Russo: «Torino è e resterà la capitale dei diritti di tutte e tutti. I diritti vivono con le persone e si affermano nella società. Siamo in piazza a sostenere un disegno di legge giusto, di civiltà: quello di difendersi, da violenze e discriminazione - ha detto su Facebook - Torino continuerà a far sentire la sua voce e saremo sempre contro ogni forma di discriminazione e odio».

Anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha partecipato al corteo organizzato dal coordinamento Palermo Pride, partito dal Foro Italico e che ha sfilato per le strade e le piazze della città: «Questa è la Palermo dei diritti che si rivolge all'Italia dei diritti negati - ha detto - La bocciatura al Senato del ddl Zan è un atto eversivo che viola i principi della nostra Costituzione. Il Parlamento ha scritto una pagina nera della vita del nostro paese. E la partecipazione di tanti cittadini in questa iniziativa è il segno di una città che lotta e sempre continuerà a farlo per il rispetto di tutti i diritti».

Mani alzate al grido di «vergogna» oggi in piazza anche a Udine. Alcune centinaia le persone hanno fatto sventolare bandiere arcobaleno ed esposto striscioni. In piazza Umberto, nel centro di Bari, davanti alla sede dell'Università, in più di 500 sono scesi in piazza.

A Bologna è stato lanciato un invito al presidente americano Joe Biden che in queste ore si trova a Roma per i lavori del G20. Il presidente di Gaynet Franco Grillini gli ha scritto una lettera aperta invitandolo all'unione civile che si celebrerà a Roma tra il calciatore Rosario Coco e il suo compagno.

 

Ddl Zan, il popolo arcobaleno in piazza per una legge popolare contro i crimini d'odio

Chi è Rosario Coco? È il calciatore che ha fatto coming out. Era il 2014, aveva 29 anni, e ha dichiarato di essere omosessuale quando giocava nella squadra della Roma Ostia Antica (terza categoria). «Voglio perdere il titolo di essere il primo calciatore italiano iscritto alla Figc ad aver dichiarato la sua omosessualità» racconta con ironia all'ANSA Rosario, che domani, a pochi giorni dalla bocciatura del ddl Zan, convolerà a nozze, con una unione civile, a Roma, con il suo compagno americano.

Alla cerimonia è stato invitato anche Biden. «È stata un'idea di Franco Grillini (presidente di Gaynet e storico attivista Lgbtiq, ndr) che ha scritto una lettera aperta - dice Rosario - per sensibilizzare le istituzioni sui diritti Lgbtiq. Biden appena eletto ha messo in campo politiche concrete in questo senso, e ci aspettiamo una risposta da lui o dall'ambasciata americana per stimolare anche la nostra politica a prendere posizione. Draghi non ha detto nulla sulla legge Zan, lo invito a fare di più».

 

Sarà proprio Grillini a celebrare l'unione. Rosario, che è anche segretario nazionale di Gaynet, ricorda la prima volta che nello spogliatoio prese posizione sull'omosessualità. «Un mio compagno di squadra disse che aveva avuto rapporti sessuali con le trans e lo stavano prendendo in giro. Io lo difesi e rimasero tutti senza parole. Da quel momento in poi alcuni hanno creato una barriera, altri hanno cominciato a scherzare sulla cosa, ma io ribaltavo le battute», spiega Rosario.

«Io sono un'attivista, ma per chi non lo è sfidare la cultura machista, non solo nel calcio, è quasi impossibile». Poi, quando è passato all'Atletico San Lorenzo le cose sono migliorate: «Lo scherzo è diventato positivo, erano curiosi». Rosario ha contribuito anche a fondare la squadra amatoriale gay-friendly Lupi Roma Outsport, che è legata al progetto europeo Outsport e alla prima ricerca su omotransfobia e sport in Europa.

«Secondo la ricerca il 41% degli sportivi Lgbti in Italia non rivela il proprio orientamento sessuale - sottolinea Rosario - mentre il 60% di chi pratica sport percepisce l'utilizzo di un linguaggio omo-transfobico. È una questione di assenza di inclusione, non solo di violenza. Lo sportivo omosessuale deve essere più forte per replicare alle battute, ma non è detto che lo sia. Il calcio - spiega - deve rendersi conto di questo, a partire dagli allenatori dei più piccoli e dalle battutine "sei un maschiaccio" o "Sei una femminuccia"». Ma la bocciatura del ddl Zan «ci riporta indietro, hanno vinto quelli che vorrebbero leggi come ci sono in Polonia o nell'Ungheria di Orbàn».

La legge affossata è «lo specchio di un Paese diviso in due: una pezzo di società che è scesa in piazza per protestare e un altro pezzo che è rimasta indietro. Ma quest'ultima è scollata dalle nuove generazioni, che sono la maggioranza a sostenere la legge».

 

Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 09:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA